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È il momento di cambiare ed investire nell’educazione

Col nuovo governo cambiano tante cose, soprattutto c’è da parte del Presidente del Consiglio la volontà di investire nell’educazione per riprendere quel cammino di sviluppo purtroppo arenatosi in questi anni. Tutti credono nei valori fondanti presenti nella nostra Costituzione, a tutti dispiace che ci sia nel nostro paese un’altissima (soprattutto al sud con gravi conseguenze per tanti ragazzi) dispersione dei nostri alunni, c’è da attuare l’autonomia scolastica e da iniziare un autentico percorso di innovazione. Arriveranno tanti soldi per l’educazione, vediamo se siamo capaci di non sprecare questo patrimonio. Ora più che mai c’è bisogno di creatività, lavoro di squadra, volontà di cambiare. Se non vogliamo restare il fanalino di coda in Europa dobbiamo cambiare e questo sarà molto difficile soprattutto per noi docenti. È inutile negarlo abbiamo lavorato tanto in Dad, ma abbiamo anche lavorato male; riproponendo spesso le stesse lezioni preparate per la classe in presenza. Purtroppo i ragazzi da casa talvolta non capivano. È giunto il momento di cambiare. Perché non pensare, per esempio alle superiori, all’idea di fornire (con un sussidio statale) i nostri ragazzi di un tablet? Perché continuare a parlare di programmazione e interrogazioni che – in queste situazioni – sono letteralmente asfissianti per i ragazzi e non ripensare al curricolo semplificato e lineare? Credo che il nuovo Ministro dell’Istruzione dovrà prendere a cuore anche l’idea di una valida formazione per i docenti. Sono tante le cose da fare, ma non dobbiamo scoraggiarci. È inutile guardare al passato. Il Covid ha condizionato tante scelte e ha fatto commettere anche diversi errori. Ora però va superato questo ostacolo e dobbiamo guardare avanti per costruire comunità educative inclusive e accoglienti. È un’occasione unica. Ce lo chiede l’Europa ma lo dobbiamo anche ai nostri figli per permettere di affacciarsi al mondo del lavoro e dell’università con competenze spendibili e rinnovato entusiasmo.

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