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Caro Ministro ti scrivo: la politica non dimentichi gli Idr

Da tempo ormai il nostro impegno sindacale cerca di coniugare il dovere di rappresentanza con la capacità di divulgare il valore, la forza e l’urgenza delle battaglie che portiamo avanti. A tal proposito, stiamo lavorando per continuare ad attivare validi percorsi di intermediazione con le forze politiche e istituzionali, con l’obiettivo di portare le nostre richieste nelle sedi opportune, ossia nei luoghi della decisione politica.

In queste ultime settimane abbiamo incontrato l’On. Rossano Sasso, Sottosegretario all’istruzione, l’Onorevole Vittoria Casa, presidente della VII Commissione Istruzione alla Camera e il Senatore Riccardo Nencini, presidente della Commissione Cultura al Senato.

Gli incontri sono stati voluti dallo Snadir al fine di evidenziare, ancora una volta, quanto l’art.1bis della legge 159/2019 contribuisca a reiterare una situazione di forte squilibrio e discriminazione tra gli insegnanti di religione e i docenti che insegnano altre discipline, proponendo una procedura concorsuale che non dà risposte concrete al precariato degli insegnanti di religione. Su tale questione si è espresso persino il Procuratore generale della CEDU descrivendo in modo chiaro la situazione discriminatoria in cui versano i docenti precari che insegnano religione e dichiarando che non sussistono “ragioni obiettive” che possano giustificare tali discriminazioni.

Si è discusso quindi della necessità di emendare i commi 1 e 2 dell’art.1bis della legge 159/2019 e cioè di riformulare la tipologia del concorso da ordinario a procedura straordinaria non selettiva riservandolo a coloro che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio nell’IRC, come già previsto per i docenti di tutte le altre discipline e aumentando la quota dei posti dal 70% al 95% in un triennio/quadriennio.

Tutti i nostri interlocutori si sono mostrati consapevoli del problema e decisi a voler dare risposte positive e adeguate agli insegnanti di religione precari. Alcuni di loro si sono già attivati per avviare un’interlocuzione sul tema con il Ministro Bianchi.

È il caso del Presidente Nencini, che dopo aver presentato nel decreto Sostegni gli emendamenti relativi alla procedura straordinaria di assunzione dei docenti di religione precari e l’aumento della quota dei posti dall’attuale 70% al 90%, nonostante i due emendamenti proposti non abbiano purtroppo avuto esito positivo, ha inviato una lunga lettera al Ministro per indicare i punti che nella fase preparatoria del prossimo anno scolastico andranno affrontati con estrema urgenza. Tra questi, grande attenzione è stata dedicata alla stabilizzazione dei precari con triennalità continua e titoli adeguati e soprattutto alla stabilizzazione dei precari di Religione.

Accogliamo quindi con grande soddisfazione l’impegno messo in atto dal Presidente Nencini, dalla Presidente Casa e dal Sottosegretario Sasso e da chi deciderà nelle prossime settimane di farsi portavoce delle legittime richieste dei docenti precari di religione.

La politica non può chiudere gli occhi davanti ad un sistema malfunzionante che non si fa garante di tutele e diritti per tutti i lavoratori.

Continuiamo quindi con tutti i mezzi a nostra disposizione ad assicurare il nostro impegno affinché tutti gli insegnanti incaricati di religione possano veder soddisfatta la loro esigenza di stabilità lavorativa.

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