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Concorsi riservati: piena legittimità per il Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 868/2020, ha ribadito che il principio normativo fondamentale di accesso al pubblico impiego è quello del concorso pubblico: eventuali deroghe sono di competenza del legislatore e devono rappresentare una eccezione. La necessità di sanare la piaga del precariato scolastico costituisce, secondo il Consiglio di Stato, una legittima deroga al vincolo del concorso pubblico qualora vengano perseguite esigenze di buon andamento dell’amministrazione e si evidenzino straordinarie necessità di interesse pubblico.

La sentenza del Consiglio di Stato spiana, quindi, la strada all’avvio dei concorsi riservati di cui sono destinatari i docenti precari della scuola secondaria (su classi di concorso), ma dall’altra parte evidenzia ancora di più la contraddizione della mancata previsione di una procedura straordinaria per gli insegnanti di religione che sono in possesso di abilitazione e che sono già inseriti nella graduatoria di merito del 2004 trasformata in graduatoria ad esaurimento dalla legge n. 159/2019 limitatamente ai tempi tecnici di pubblicazione del bando di concorso.

Il concorso per gli insegnanti di religione previsto entro il 2020 (art. 1 bis legge n.159/2019) lascerà comunque fuori dalla scuola, nella condizione di docenti precari, diverse migliaia di docenti (il 30% delle cattedre censite). Una contraddizione che potrebbe in parte essere superata con la previsione di una graduatoria ad esaurimento quale esito del prossimo concorso.

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