Educare alla creatività: il coraggio di cambiare la scuola
In Europa, i governi che si insediavano mettevano nel programma la riforma dell’istruzione. Col tempo hanno visto che tra tutte le riforme era quella più difficile da realizzare e da far accettare per cui in poche nazioni c’è davvero stato il cambiamento annunciato.

“I sistemi attuali di istruzione non sono stati pensati per far fronte alle sfide a cui ora ci troviamo davanti. Sono stati sviluppati per rispondere alle necessità di un’epoca precedente. Non basta riformarli: occorre trasformarli” (cit. Ken Robinson). Per tanto tempo, soprattutto in Europa, i nuovi governi che si insediavano mettevano nel loro programma la riforma dell’istruzione. Poi col tempo hanno visto che tra tutte le riforme era quella più difficile da realizzare e da far accettare per cui in poche Nazioni si è realizzato questo cambiamento. Come mai?
Se prendiamo l’esempio dell’Italia tanti governi hanno tentato di lavorare su questo, ma gli scontri ideologici, la resistenza dei docenti e le poche risorse economiche hanno fatto naufragare il progetto. Però tutti concordano nel dire che l’istruzione attuale, così come è impostata, reprime le condizioni essenziali per uno sviluppo creativo. Molti bambini che iniziano la scuola dell’infanzia pieni di entusiasmo e fiducia in se stessi si ritrovano poi negli anni con meccanismi in cui il programma viene prima di ogni cosa, dove lo spazio per esprimere se stessi viene bloccato da un numero infinito di interrogazioni sempre uguali per tutta la classe. Se la creatività deve avere un ruolo importante nel nostro futuro, allora deve essere basilare nel progetto dell’istruzione. Ma se tutto quanto detto è vero, va riconosciuto che noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa per far si che la ‘burocrazia scolastica’ non prenda il sopravvento sulla creatività. Ad iniziare dai Consigli di Classe, luoghi di confronto e crescita per i docenti, il dialogo con le famiglie che sono talvolta di ostacolo ma possono diventare un valido supporto per l’innovazione. Ho partecipato in questi anni a dei convegni davvero interessanti in cui venivano ribaditi questi concetti e forniti strumenti per far si che l’istruzione da imperfetta diventasse migliore.
Chiudo con uno spunto di Steve Jobs che ci aiuta a riflettere: “Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione, in qualche essi sanno che cosa vogliamo diventare”.
Noi dobbiamo fare qualcosa per far si che la ‘burocrazia scolastica’ non prenda il sopravvento sulla creatività. Ad iniziare dai Consigli di Classe, luoghi di confronto e crescita per i docenti d il dialogo con le famiglie. Sono talvolta di ostacolo ma possono diventare un supporto per l’innovazione.
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