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Educazione civica: appunti per una lezione sulla legalità. Cittadinanza ed Istruzione in dimensione

Nel contesto europeo in cui viviamo il ruolo dell’istruzione e della formazione, non è solo quella di formare cittadini di un determinato Stato, ma il compito precipuo delle istituzioni scolastiche e formative deve essere quello di creare cittadini europei conformemente ai valori di pace, solidarietà e benessere dei popoli, che stanno alla base di tutto il processo di unificazione europea e dei valori da veicolare con l’educazione civica. L’articolo 9 del Trattato UE così si esprime per quanto concerne la cittadinanza europea: “l’Unione rispetta, in tutte le sue attività, il principio dell’uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle sue istituzioni, organi e organismi. È cittadino dell’Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell’Unione si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce”. Jean Monnet, ideatore ed ispiratore della Dichiarazione Schuman, in quanto consigliere del Ministro degli esteri francese, ebbe a dire: “Se potessi ricominciare daccapo inizierei dalla scuola”. Pertanto l’istruzione, ormai, deve essere considerata come strumento fondamentale e basilare per la formazione dei cittadini europei, in quanto i giovani sono il capitale umano su cui investire. Ma per meglio poter circolare e conoscere altre culture, al di là dei confini, i giovani necessitano della conoscenza di una lingua diversa dalla propria, congiuntamente alla conoscenza delle tecnologie, che meglio può favorire la comprensione ed il confronto con le altre culture europee. Su tutto ciò si fonda quella che viene definita “Dimensione Europea dell’Istruzione”, che non deve essere percepita come estranea alla attività dei docenti, ma come ampliamento ed estensione del terreno di lavoro, che dal piano locale e provinciale, allarga gli orizzonti ad un contesto più ampio, ricco di maggiori opportunità, oltre che di sfide, in cui si troveranno e saranno protagonisti i futuri cittadini europei, già a partire dalla nostra contemporaneità. Per quanto concerne lo sviluppo delle politiche dell’Istruzione, possiamo affermare che l’interesse delle istituzioni europee al mondo dell’istruzione è un fatto assai recente. La cooperazione comunitaria nel settore dell’istruzione risale al primo programma di attività del 1976, in cui, le pioneristiche iniziative, già avviate negli anni precedenti dal Consiglio d’Europa (che non è una istituzione dell’UE, ma organismo nato nel 1949, per promuovere ed orientare, in termini valoriali, le politiche europee) portarono la Commissione Europea a promuovere il miglioramento della corrispondenza tra i sistemi di istruzione e scambi/gemellaggi tra scuole dei paesi europei; l’interazione con il mercato del lavoro e la formazione professionale; la politica di pari opportunità educative per tutti e trasversalmente cercarono di sviluppare il settore della lingua straniera. È di quell’anno l’istituzione di Eurydice, rete di informazione sui sistemi d’istruzione europei, fondata dalla Commissione europea, a seguito di una richiesta da parte dei Ministri dell’istruzione della Comunità Europea, contenuta in una risoluzione del Consiglio del 1976. La prima riunione della rete si tenne nel 1980. Inizialmente, la rete era formata da un’unità europea e da più unità nazionali istituite presso i Ministeri dell’istruzione di ognuno degli allora 9 paesi membri dell’Unione Europea. Le unità nazionali avevano, in genere, anche la loro sede presso i Ministeri dell’istruzione, sebbene in alcuni casi fossero state assegnate a enti esterni di documentazione e ricerca, come quella dell’Unità italiana, che aveva ed ha tuttora, sede presso l’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa). Dal 1995 Eurydice è parte integrante dei programmi di azione comunitaria in materia di istruzione. Da quegli anni la Commissione europea ha gestito una serie di Programmi comunitari, per favorire gli scambi culturali e di buone prassi tra scuole dei paesi membri, sia a livello degli alunni e dei docenti, oltre che degli attori principali del processo didattico ed educativo. l’Ue, infatti, ha sempre desiderato, fin dai tempi delle Comunità Europee, trarre il meglio delle diverse esperienze educative europee per creare un sistema di cooperazione fra gli Stati membri in cui sia privilegiato l’aspetto qualitativo dell’istruzione. A questo scopo vengono incoraggiati la mobilità, gli scambi di informazioni, l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue. Si ricordano, di seguito, i più significativi programmi del passato:

  1. Socrates, per alunni delle scuole di ogni ordine e grado. il primo programma Socrates si svolse dal 1994 al 31 dicembre 1999, e fu sostituito dal Programma Socrates II dal 24 gennaio 2000 al 2006. Questo, a sua volta, è stato sostituito dal Lifelong Learning Programme.

  2. Leonardo, per la formazione tecnica e professionale, incoraggiando i processi d’innovazioni e migliorie sia dell’istruzione professionale che i metodi e le pratiche formative.

  3. Arion, relativo alla formazione in servizio dei funzionari dell’amministrazione pubblica nel campo dell’Istruzione.

  4. Lingua, sull’insegnamento delle lingue straniere.

  5. Erasmus, sull’istruzione superiore universitaria.

  6. Petra ed EuroTecnet, nel settore dell’istruzione tecnica e professionale.

Oggi, a compendio di tutti questi programmi, esiste un unico programma, che copre tutti i livelli, dall’Istruzione primaria all’Università, fino alla formazione continua, il Programma Ersmus + ed il piano UE Europa2020. Ma ancor prima di giungere alla situazione attuale, gli anni novanta, per il mondo dell’istruzione, sono stati anni fondamentali e di forte sviluppo per la politica dell’Istruzione. Con il Trattato di Maastricht si passa dalla fase pioneristica a quella legale dell’UE, quella fase, cioè, in cui l’istruzione entra nella struttura stessa del processo d’integrazione. È l’articolo 126 del Trattato CEE che evidenzia come “la Comunità contribuisce allo sviluppo di un’istruzione di qualità incentivando la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, sostenendo ed integrando la loro azione nel pieno rispetto della responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda il contenuto dell’insegnamento e l’organizzazione del sistema di istruzione, nonché delle loro diversità culturali e linguistiche”. Pertanto, “l’azione della Comunità è intesa, a sviluppare la dimensione europea dell’istruzione, segnatamente con l’apprendimento e la diffusione delle lingue degli Stati membri; a favorire la mobilità degli studenti e degli insegnanti, promuovendo tra l’altro il riconoscimento accademico dei diplomi e dei periodi di studio; a promuovere la cooperazione tra gli istituti di insegnamento; a sviluppare lo scambio di informazioni e di esperienze sui problemi comuni dei sistemi d’istruzione degli Stati membri; a favorire lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socio educative; a incoraggiare lo sviluppo dell’istruzione a distanza”.

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