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Educazione civica: appunti per una lezione sulla libertà come cifra della legalità/2

E’ evidente che il concetto di legalità non può essere relegato, dal punto di vista semantico, alla semplicistica definizione di “rispetto delle regole”, ma bisogna approfondirne il suo contenuto valoriale evidenziandone il rilievo etico e morale che orienta il senso di ogni azione umana. Infatti, un aspetto importante della legalità è quello della sua valenza relazionale, perché, in quanto tale, la legalità si esprime e si riferisce, necessariamente, a comportamenti o al compimento di azioni che si concretano in atti che devono essere rispettosi della dignità umana. Ma dato che ogni singola persona non può non comunicare (1° assioma della pragmatica della comunicazione elaborato da Paul Watzlawick), non esiste un “non-comportamento”. Anche il silenzio (e non solo le parole), infatti, ha intrinsecamente valore di messaggio. Pertanto la legalità non può che esprimersi nell’ambito delle relazioni umane e, conseguentemente, in un contesto relazionale/sociale. Senza l’aspetto relazionale, antropologicamente, non avrebbe senso confutare sulla legalità.

Ma vi è un altro elemento essenziale della legalità, non sempre ad esso associato, ma che è da considerare strettamente collegato: il concetto di libertà. Spesso nelle mie lezioni uso la tecnica del brainstorming (tempesta dei cervelli) o meglio conosciuta come pioggia d’idee, che si sviluppa nel far scrivere a ciascun partecipante, su una lavagna, una singola parola legata ad un determinato concetto da sviluppare. In ultimo si raggruppano un certo numero di parole che devono essere collegate tra loro, a mo’ di rete, per poter delineare i tratti salienti del concetto che deve essere trattato e trarne una definizione appropriata. È una costante, utilizzando questa tecnica, che tra le tante parole riportate manchi sempre e solo la parola libertà. Per i giovani (e non solo) la legalità, infatti, è considerata come qualcosa che opprime e limita la libertà umana. Pertanto in un contesto in cui si affronta il tema della legalità è necessario approfondire il concetto di libertà che, al contrario, come vedremo di seguito, è intimamente legato a quello di legalità.

Tra l’altro, interrogarsi sulla libertà in questo periodo di restrizioni che hanno limitato sia le nostre scelte e, conseguenzialmente, le nostre azioni, a motivo delle misure adottate per il contenimento della pandemia da Covid-SARS 19, è molto importante per comprendere approfonditamente in che modo debba intendersi l’idea di libertà ed il relativo uso che ne facciamo. Il dizionario Treccani definisce la libertà come la “capacità del soggetto di agire (o di non agire) senza costrizioni o impedimenti esterni, e di autodeterminarsi scegliendo autonomamente i fini e i mezzi atti a conseguirli”. Ovviamente questo modo di definire la libertà è incompleto e limitato, in quanto si riferisce, in modo particolare, al concetto di “libero arbitrio” che, nella dimensione sia filosofica che teologica, può essere considerato come il potere di decidere arbitrariamente dell’agire e del pensare in modo individuale, attraverso il proprio proposito e la conseguente determinazione. Si tratta, in ultima analisi, secondo questa concezione, di fare tutto quello che si vuole, senza alcun limite.

Ma sempre il dizionario Treccani, successivamente, evidenzia che “esistono molte libertà diverse (morale, giuridica, politica, religiosa, economica, ecc.). Di conseguenza, quando cerchiamo di definire stati di libertà, abbiamo a che fare con questioni relative all’identificazione di chi, sotto quale descrizione pertinente per il riconoscimento collettivo, è libero di fare che cosa, rispetto a quali vincoli, entro quale campo di azione e significato sociale”.

A questo punto si può affermare che l’idea stessa di libertà porta in sé, ontologicamente, l’idea di limite, in quanto ognuno di noi è sì libero di fare quello che vuole, ma nel “limite” del bene per sé e per gli altri. Infatti si tratta di un limite rivolto esclusivamente al bene, che indirizza, quindi, le nostre azioni verso la bontà, le virtù, l’onestà, la rettitudine, la solidarietà, il vantaggio e la convenienza. In tal senso ci vengono in aiuto due figure storiche importanti. Una è Gesù Cristo, che nel discorso della Montagna afferma: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (MT, 7,12), pericope in linea con l’aforisma laico, “Non fare agli altri quello che vuoi non sia fatto a te”, frase che caratterizza quella che viene definita “Etica della reciprocità”. L’altra figura è quella di Sant’Agostino, che afferma “Ama e fa’ ciò che vuoi”, in quanto amare significa volere il bene dell’altro, pertanto ogni nostra azione, se si ama, sarà in funzione del bene della persona.

Allora, cosa è e come deve essere definita la libertà? Coincide solo con gli stati di libertà di cui abbiamo diritto? O, invece, ha a che fare con il senso del dovere, con il nostro precipuo senso di responsabilità? Ce lo spiega il cantante Giorgio Gaber, nella sua “La Libertà” (1973 – di Luporini / Gaberscik): “La libertà non è star sopra un albero. Non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero. Libertà è partecipazione”. La libertà, così come emerge in modo forte e significativo dal brano, è far parte di qualcosa, vivere in un consesso sociale, stare con gli altri e non può essere vissuta da soli, in solitudine. Si può ben affermare che la libertà è esplicitata solo nella “appartenenza al gruppo” (famiglia, sociale, classe, lavoro, amici, divertimento, viaggi, ecc.). Di fatto senza relazioni non vi può essere libertà. Pertanto la libertà è l’uso delle proprie azioni, delle parole e del pensiero, per vivere insieme e con gli altri, al fine di raggiungere la crescita e la realizzazione sana e proficua di ciascuno. Come tale è necessaria la presenza di regole (o leggi) che aiutino la gestione della libertà di ognuno, senza che questa vada ad intaccare negativamente la libertà degli altri. Scopo quindi della legalità è quello di gestire le diverse libertà per la costruzione di un bene che sia condiviso e “comune”. Ecco che la legalità da limite della libertà, secondo alcuni, di fatto è lo strumento della promozione di essa e della valorizzazione della dignità della persona umana, nella sua libera natura. Dunque la libertà è intimamente legata alla legalità, in quanto questa la sostiene e la difende. Non vi può essere, quindi, libertà senza legalità e, come affermava Piero Calamandrei, “La libertà è condizione ineliminabile della legalità; dove non vi è libertà non può esservi legalità”. Scopo quindi della scuola è far comprendere agli alunni, di qualunque età, il grande connubio tra legalità e libertà.

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