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L’importanza dell’educazione all’affettività e alla sessualità nel contesto familiare e scolastico/1

Come Psicologa e Sessuologa Clinica, frequento moltissimi Istituti Scolastici, nei quali intervengo al fine di promuovere l’educazione e la prevenzione del benessere sessuale in bambini e ragazzi. Proprio frequentando così tanto i giovani, le loro famiglie e gli insegnanti, mi rendo conto di quanto bisogno ci sia tutt’oggi di promuovere questa tematica ancora tanto delicata.  Prima di cominciare voglio specificare che il punto di vista con il quale scrivo rappresenta quello psicologico, l’unico peraltro che mi compete, ma ritengo preziosa l’integrazione di diverse visioni, quali quella antropologica, teologica e storica. La sessualità non può essere considerata infatti un mero atto fisico, ma un complesso dinamico di emozioni, sentimenti, usi e costumi. È forse proprio la complessità di questa tematica che la rende difficile da affrontare creando la tendenza ad evitare la responsabilità di chi deve istruire a tale argomento, come se esso fosse una patata bollente da rilanciarsi tra istituzione scuola e famiglia. 

Mi piace quindi l’idea di iniziare con questo titolo un po’ provocatorio per sottolineare come talvolta manchi un briciolo di coraggio da parte del mondo adulto per affrontare questo argomento che, seppur possa generare del normale imbarazzo, abbiamo il compito come adulti di promuovere per prevenire un disagio giovanile che può in alcuni casi sfociare in conseguenze negative quali malattie sessualmente trasmissibili, comportamento di mancato consenso circa sé e l’altro, gravidanze precoci e molto altro. Certamente se pensiamo agli anni passati, di passi ne sono stati fatti molti. Dobbiamo riconoscere che grazie al progresso sociale e all’impegno del Ministero dell’Istruzione è stato possibile sdoganare l’eros dal territorio di negazione, paura e repressione in cui i nostri nonni e avi l’avevano relegato.  È stato possibile inoltre riconoscere come la sessualità sia un qualcosa di presente in tutti noi. Un bisogno primario come la fame e la sete. È stata introdotta quindi una nuova visione secondo cui la sessualità è riconosciuta nei seguenti quattro aggettivi:


FLUIDA: è possibile viverla nel momento attuale senza conseguenze POSSIBILE: è possibile qualsiasi attività con il consenso dell’altro ACCESSIBILE: non vi sono vincoli esterni che limitano l’accesso ai vari input NORMALIZZATA: perché riconosciuta come bisogno di ogni essere umano.

Una differenza sostanziale tra le vecchie e le nuove generazioni riguarda però la facilità con cui è possibile accedere ad essa rischiando di accelerare le tappe dello sviluppo corporeo e sessuale. Un tempo, alla base di tale sviluppo, facevano da padrone principalmente le idee e le fantasie del proprio mondo immaginario con cui ci si preparava emotivamente e psicologicamente prima ancor di agire e sperimentare. 

Oggi invece tali fantasie sono state sostituite da immagini frequenti, esplicite e molto spesso anche non richieste. A tutti capita di guardare una pubblicità, un film, un giornale e notare dei doppi sensi che sappiamo essere una buona spinta alla curiosità verso quel prodotto, ma oltre a questo è facile inciampare anche in tutti quei siti che automaticamente si aprono mostrando immagini dalla spudorata esibizione non richiesta.  Banale è prevedere lo stato di stupore che può generare una tale moltitudine di stimoli nei più giovani, stupore che, se non spiegato, può far sviluppare idee distorte e rappresentazioni sempre più distruttive, soprattutto riguardo gli stereotipi di genere e l’oggettivizzazione del corpo femminile. Quello che risulta fondamentale sottolineare è che per poter vivere la sfera erotica in una forma costruttiva e positiva è fondamentale poter conoscere e imparare a gestire la complessità che la riguarda.  Una sessualità spesso esacerbata dal mondo della tecnologia che non possiamo più proibire o ostacolare, ma soltanto imparare ad utilizzare per non inciampare in un atteggiamento superficiale e veloce nei confronti del sesso, parte più intima di contatto con noi stessi e con l’altro. È riguardo l’intimità e la profondità della sessualità che i ragazzi non sono pronti. Fisicamente e mentalmente possono svilupparsi per essere pronti al sesso, ma spesso vengono lasciati soli ad affrontare le conseguenze emotive e psicologiche che da esso derivano. Come adulti dobbiamo poter unirci per permettere ai ragazzi non solo di ricevere le risposte ai loro dubbi, ma di anticipare questi temi proponendo un’istruzione sull’argomento in modo da poter rendere liberi i ragazzi di chiedere, esplorare e conoscere in modo sicuro e costruttivo. 

Davanti a questo nobile obiettivo non può esistere delega reciproca tra scuola e famiglia, ma solo unione delle stesse in un gioco di squadra a favore dei giovani.

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