Dalla scuola al lavoro e l'allarme di Indeed. Ecco quali sono le professioni ‘introvabili’ in Italia
Il dipartimento di ricerca economica della piattaforma di reclutamento ha analizzato le categorie professionali hard to fill. Lo squilibrio non colpisce in modo uniforme l'economia, ma si concentra soprattutto in tre macro-aree: ingegneria, tecnologia e sanità.

Il mondo del lavoro attraversa una fase di profonda trasformazione, resa evidente da un divario sempre più marcato tra domanda e offerta. Da un lato cresce il numero di aziende alla ricerca di personale qualificato, dall'altro persiste una quota di giovani e disoccupati in cerca di occupazione, incapace tuttavia di intercettare le reali esigenze dei contesti produttivi. È quanto emerge dall'ultimo report dell'Indeed Hiring Lab, il dipartimento di ricerca economica della piattaforma di reclutamento, che ha analizzato le categorie professionali definite hard to fill, ossia quei profili per cui gli annunci pubblicati sul portale italiano registrano il minor numero di candidature giornaliere rispetto alla media. Lo squilibrio non colpisce in modo uniforme l'economia, ma si concentra soprattutto in tre macro-aree: ingegneria, tecnologia e sanità.
Da una parte, la rapida evoluzione tecnologica – trainata dall’intelligenza artificiale, dall’automazione, dalla digitalizzazione dei processi e dalla gestione massiccia dei dati – sta riconfigurando il set di competenze richiesto dalle imprese. Dall'altra, i fattori demografici, legati all'invecchiamento progressivo della popolazione e alla contrazione dei giovani in ingresso nel mercato del lavoro, aggravano ulteriormente la carenza di manodopera specializzata. Analizzando nel dettaglio i singoli ruoli, la graduatoria delle figure più difficili da reperire sul mercato evidenzia percentuali di disallineamento notevoli: in cima alla lista si trova l'ingegnere dell'affidabilità (Reliability Engineer), un professionista cruciale incaricato di prevenire i guasti e garantire il funzionamento continuo di impianti industriali, sistemi o componenti. Per questa posizione, le candidature giornaliere risultano inferiori del 95% rispetto alla media degli annunci. La ricerca di questa figura si concentra in particolare in Piemonte ed Emilia-Romagna.
Gli Ingegneri industriali ed elettronici registrano il 76% di candidature in meno rispetto alla media, confermando la difficoltà delle aziende nell'intercettare competenze tecniche avanzate. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'avvento dell'intelligenza artificiale non riduce la necessità di programmatori (sviluppatori software) ma al contrario amplifica la domanda di esperti capaci di progettare, integrare e gestire sistemi digitali sempre più complessi (calo del 72%). I farmacisti segnano una contrazione del 71% delle candidature. Calo del 70% per gli ingegneri meccanici e del 68% per gli esperti di information design e ricerca. Tecnici sanitari, con il 67% di candidature in meno. Ingegneri civili a quota 60%. Specialisti di matematica e statistica in flessione del 58%. Professionisti di bellezza e benessere e specialisti di medicina e chirurgia chiudono la graduatoria registrando entrambi una contrazione del 57%.
La difficoltà nel reperire personale qualificato segue dinamiche territoriali ben precise, concentrandosi nelle aree economicamente più dinamiche del Paese. La Lombardia guida saldamente la classifica regionale per volume complessivo di annunci nelle diverse categorie hard to fill -emblematica, ad esempio, la concentrazione in territorio lombardo del 50% delle offerte nazionali per matematici e statistici-. Subito dopo, Lazio e Veneto si alternano nelle prime posizioni per la maggior parte dei profili professionali ad alta specializzazione considerati introvabili.
Contrariamente a quanto si può pensare, l'avvento dell'intelligenza artificiale non riduce la necessità di programmatori ma al contrario amplifica la domanda di esperti capaci di progettare, integrare e gestire sistemi digitali sempre più complessi.
professioni ‘introvabili’ in Italia




