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I giochi degli studenti

Prima che finisse la scuola mi son ritrovato a condividere queste considerazioni con diversi colleghi. Abbiamo notato che il periodo del covid. e la dad in particolare, ha reso molti alunni più furbi, nel senso che hanno imparato dei sistemi nuovi per imbrogliare gli insegnanti. Questi e altri giochi che sto per dirvi erano presenti anche prima della pandemia, ma adesso secondo noi sono aumentati. Eccone alcuni: Far litigare i professori, bloccare la lezione, inventarsi malattie, far intervenire continuamente la famiglia, usare il consiglio di classe per boicottare alcuni docenti, rimandare all’infinito verifiche e interrogazioni, mettere in discussione quanto stai spiegando. Questi sono solo alcuni giochi più comuni, non tutti eseguiti volontariamente. L’alunno che interrompe sempre lo fa anche inconsciamente, però alcune di queste strategie sono state confidate dagli stessi alunni ad alcuni genitori che ce le hanno riferite. Anni fa era uscito un libro tradotto in italiano, che non ho mai trovato, scritto Ken Ernst dal titolo A che gioco giocano gli studenti riprendendo il famosissimo saggio A che gioco giochiamo, pubblicato del fondatore dell’analisi transazionale Eric Berne *. L’idea esposta da Bern e ripresa da Ernst applicandola agli studenti consiste nel partire dagli elementi del gioco per comprendere il ruolo e la posizione di almeno due individui nei confronti dell’ambiente che lo circonda. L’attacco, per esempio, di uno studente ad un docente crea uno scambio che può concludersi con un chiarimento o attivando un gioco che, successivamente, può coinvolgere l’intera classe. Berne parla anche di “fame di stimoli”, può succedere che un alunno che si senta messo da parte attivi continuamente un gioco per essere al centro dell’attenzione. E’ difficile che gli studenti attivino dei giochi in un contesto dove il docente crei un clima schietto e collaborativo; e invece più facile dove ci sono nelle classi molti non detti, imparzialità e improvvisazioni da parte dei docenti, allora gli studenti ne approfittano maggiormente.

*Berne E., A che gioco giochiamo, Bompiani, Milano 2014.

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