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Lo Snadir ritiene un urgente ribadire che anche gli insegnanti di religione hanno diritto di acceder

Dinanzi alle Commissioni Istruzione e Cultura, riunite, di Camera e Senato, il Ministro Lorenzo Fioramonti ha presentato le linee programmatiche del suo dicastero, fondate su tre pilastri: “sicurezza, innovazione, sostenibilità”. 

Nel corso dell’audizione è stata evidenziata la grave carenza di docenti di sostegno specializzati e la necessità di intervenire per garantire, fin dall’inizio dell’anno scolastico, l’effettiva inclusione dei ragazzi nel percorso didattico.

Sollecitato dalle numerose domande e osservazioni, soprattutto in tema di precariato, il Ministro ha prospettato un reclutamento moderno, da attuarsi con procedure fluide e ravvicinate nel tempo. Ha ribadito che il “Decreto Legge Scuola”, attualmente in fase di conversione in legge, individua due linee di intervento, quella del concorso ordinario e quella del concorso straordinario, quest’ultimo da tenersi entro il 2019. Si tratta di un concorso straordinario finalizzato anche ad ottenere l’abilitazione per coloro che hanno maturato un servizio di almeno 36 mesi sia nelle scuole statali sia in quelle paritarie. Il Ministro ha anche specificato che il concorso straordinario prospetta una procedura semplificata, sia per numero di prove sia per la struttura delle stesse.

Rispondendo poi al sen. Pittoni sul tema del precariato degli insegnanti di religione, il Ministro ha premesso che la materia trova fondamento nel Concordato ed ha poi specificato che “al momento non è prevista l’attivazione di procedure di reclutamento per tali docenti, ulteriori rispetto a quelli che già esistono”.

Dalle parole del Ministro sembrerebbe che egli abbia inteso la sollecitazione del sen. Pittoni come finalizzata all’assunzione di nuovi insegnanti di religione e non come stabilizzazioni di docenti precari già in servizio da anni in organico di diritto.

Se la nostra impressione è fondata, si rende ancora più urgente e necessario l’incontro già richiesto dalle sigle sindacali con il Ministro per ribadire che anche gli insegnanti di religione hanno diritto di accedere ad una procedura concorsuale straordinaria, fatti salvi i necessari adattamenti di struttura e di contenuti derivanti dallo specifico status giuridico degli insegnanti di religione.

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