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Snadir e ADR per la formazione docente

La formazione torna ad essere un “dovere” del docente, è quindi archiviata in via definitiva la stagione del monte ore obbligatorio e si rimette nelle mani del Collegio docenti il compito di analizzare i bisogni formativi del corpo docente indicando iniziative e priorità (cfr. Nota Miur n. 25134 del 01/06/2017).

I docenti sono quindi tenuti alla formazione che loro stessi hanno deliberato nell’ambito del Collegio docenti, coerentemente con quanto previsto nel PTOF.

Al docente continua ad essere garantita la possibilità di usufruire di 5 giorni di permesso per partecipare ad iniziative di formazione esterne alla scuola con esonero dal servizio.

E’ anche riconosciuta la possibilità dell´aggiornamento disciplinare: gli insegnanti di religione, ad esempio, possono far inserire nel piano formativo deliberato dal Collegio dicenti anche i corsi di formazione organizzati dalle diocesi sugli specifici contenuti disciplinari e relative progettazioni didattiche.

Molte diocesi, consapevoli di questa possibilità, ad inizio anno scolastico inviano all’attenzione dei dirigenti scolastici il programma di formazione dei docenti di religione che viene in tal modo ad aver una sua ufficializzazione. Sul fronte della formazione, ancora una volta il progetto formativo dell’ADR punta a valorizzare la professionalità dell’insegnamento nelle scuole, offrendo ai docenti nuovi spunti di riflessione che partono dall’ambito puramente giuridico e amministrativo, per poi abbracciare la dimensioni dell’etica e della formazione culturale. Recentemente si è tenuto Napoli presso il Grand Hotel Oriente, il nuovo corso di aggiornamento dal titolo “Bullismo e Cyberbullismo: conoscere il problema per proteggere i minori”.

I lavori dopo l’introduzione della  Prof.ssa Marisa Scivoletto, direttrice dei Corsi Adr, hanno visto i saluti  del Dott. Daniele De Martino, dirigente del compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania Napoli,  e della  Dott.ssa Adriana Battaglia, dirigente scolastico e giornalista, quindi la Sen. Elena Ferrara, promotrice e firmataria della Legge 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, ha raccontato il faticoso iter che ha portato alla prima legge in Europa sul fenomeno del cyberbullismo. Una legge che per volere unanime del Parlamento italiano, si ispira a principi di sicurezza partecipativa, di diritto mite, punta sulla prevenzione e ha carattere inclusivo rivolgendosi direttamente alle famiglie, al mondo della scuola e coinvolge, istituzioni, terzo settore e colossi del web. Fra i relatori anche la Prof.ssa Virginia Ciaravolo, psicoterapeuta e criminologa, che si è innanzitutto occupata di circoscrivere il fenomeno del bullismo a quegli atti intenzionali di prepotenza e vittimizzazione operati all’interno di un gruppo tra pari e reiterati nel tempo, e Vincenzo Vetere, ventenne di un paesino a nord di Milano, che dopo aver subito per tutto l’arco del suo percorso scolastico atti di bullismo, ha deciso di fondare ACBS (Contro il Bullismo Scolastico). Ovvero un’associazione per contrastare questo fenomeno e aiutare vittime di bullismo e cyberbullismo.  

Prezioso è stato infine l’intervento della Prof.ssa Maria Pia Cirolla, Presidente dell’Associazione Nazionale Asso. Noi Diciamo No! Onlus, che ha portato tutta la passione che investe quotidianamente nella lotta al bullismo anche come docente, cercando di diventare giorno dopo giorno punto di riferimento per ragazzi e ragazze.

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