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Una scuola in Italia per l’umanizzazione del servizio ai malati oncologici

Studi mostrano che un processo di umanizzazione delle cure orientate alla persona possono fare la differenza nella vita di un paziente con il cancro. C’è la necessità di aumentare gli interventi psico-sociali nei reparti di oncologia per ridurre lo stress negativo.
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Nasce in Italia una scuola per l'umanizzazione delle cure, per iniziativa dei primari oncologi di Cimopo (Collegio Italiano Primari di Oncologia Medica). Nella nostra Nazione medici e infermieri vengono formati poco o nulla all’umanizzazione delle cure. Eppure, numerosi studi hanno mostrato che cure più orientate alla persona possono fare la differenza nella vita di un paziente con il cancro. Dopo la diagnosi, la maggioranza di questi sviluppa ansia e depressione. Ecco, quindi, la necessità di aumentare gli interventi psico-sociali nei reparti di oncologia per ridurre lo stress negativo, o ‘distress’ dei pazienti. Il CIPOMO ha, dunque, istituito la scuola ‘Humanities in Oncology’, prima in Italia e tra le prime in Europa, rivolta ai medici oncologi, affinché si crei una connessione tra l’oncologia, le scienze umane applicate in medicina e l’addestramento alla comunicazione. Il programma articolato prevede un corso residenziale e altre iniziative distribuite sul territorio nazionale (corsi FAD, workshop tematici, corsi itineranti). Il progetto è stato lanciato   nell’aula ‘Benedetto XVI’ presso il Collegio Teutonico della Città del Vaticano. 


In questa fase di grande sviluppo scientifico e tecnologico - ha detto monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita - c’è un’enorme domanda di guarigione. Molti   vanno alla ricerca di pratiche magiche, occulte, miracolistiche, astrologiche per la guarigione, anche se spesso è mal posta. In fondo non è altro che una grande domanda d’amore. Penso si debba incoraggiare il CIPOMO a proseguire sulla strada intrapresa con questa iniziativa”. “In un’ottica di formazione continua, la Scuola potrà rappresentare uno spazio di crescita per tutti gli oncologi interessati a percorsi specialistici post-universitari nell’ambito della comunicazione e delle medical humanities”, spiega Luisa Fioretto, Presidente CIPOMO, socia fondatrice della Scuola, Direttore del Dipartimento Oncologico dell’Azienda Sanitaria Toscana Centro.


Questo concetto segna il passaggio da una concezione del malato come mero portatore di una patologia ad una concezione del malato come persona, con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute. Ecco, dunque, il processo di umanizzazione che deve ricondurre al centro l’uomo con la sua esperienza di malattia e i suoi vissuti. Il tema dell'umanizzazione del servizio al malato è stato inserito per la prima volta nel Patto per la Salute 2014-2016 dal Ministero della Salute e da AGENAS. Nel documento l'umanizzazione viene definita come impegno a rendere i luoghi di assistenza e i programmi di diagnosi e terapia orientati quanto più possibile alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica. In sostanza si vuole trasmettere al malato la certezza che non sarà da solo ad affrontare la malattia, ma avrà accanto medici ed infermieri, non solo con competenze tecniche ma anche con umana comprensione, vicinanza e gentilezza. 


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Una comunicazione medico-paziente è maggiormente di appoggio all’efficacia delle terapie e ad un miglioramento della qualità della vita del paziente. “È necessario - sostiene monsignor Renzo Pegoraro, Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita - collegare le nostre specializzazioni mediche con le indicazioni della psicologia, senza tralasciare un’attenzione alle dimensioni spirituali delle persone, alle loro domande sulla richiesta di senso della vita, che emergono in modo nuovo quando si è in un percorso di malattia e di cura”. Il primo corso è composto da 3 moduli, per un totale di 37 ore di formazione per le quali verranno riconosciuti 50 crediti ECM. L'obiettivo formativo di questo primo corso è quello di favorire la consapevolezza e l'elaborazione dei vissuti personali nella professione di medico oncologo; lo sviluppo di competenze comunicative e relazionali nella gestione di pazienti e familiari; lo sviluppo di competenze comunicative e relazionali nel rapporto con i colleghi


L'umanizzazione del servizio al malato è stato inserita nel Patto per la Salute 2014-2016 dal Ministero della Salute e da AGENAS. Viene definita come impegno a rendere i luoghi di assistenza e i programmi di diagnosi e terapia orientati alla persona, nella sua interezza fisica, sociale e psicologica

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