Dalla SLA alla laurea in Teologia: รจ la storia di Michele
- Saro Cannizzaro
- 10 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Un segno di speranza alla Facoltร Teologica di Sicilia
Scorso 27 giugno: per la prima volta nella lunga storia dellโateneo, si รจ laureato uno studente affetto da SLA. La sua tesi, dal titolo โLa disabilitร vista secondo gli occhi del Dio di Gesรน Cristoโ corona un percorso non solo di studio ma soprattutto di instancabile che testimonia Fede e resilienza

Un momento storico e di profonda emozione lo scorso 27 giugno alla Pontificia Facoltร Teologica di Sicilia dove, per la prima volta nella sua lunga storia accademica, si รจ laureato in Teologia un uomo straordinario: Michele. ร il primo studente affetto da SLA a conseguire questo prestigioso titolo. La sua tesi, dal titolo โLa disabilitร vista secondo gli occhi del Dio di Gesรน Cristoโ ha coronato un percorso non solo di studio, ma soprattutto di instancabile testimonianza di fede e resilienza. Il professore Don Vito Crapanzano, relatore della tesi di Michele, ha voluto dedicare al neolaureato una toccante lettera aperta, intitolata: "Michele, segno di speranza: dalla SLA alla laurea in Teologia". Una missiva che ripercorre il loro legame e il significato profondo di questo traguardo. Don Vito Crapanzano conosce Michele da piรน di ventโanni da quando entrambi condividevano la stessa parrocchia a Barrafranca, nel cuore della Sicilia. Unโamicizia e una fede che, nonostante le strade diverse intraprese nella vita, non si sono mai interrotte. Ora, Michele si erge come un simbolo vivente di speranza e di una testimonianza cristiana autentica.
Dalla SLA alla laurea in Teologia: un segno di speranza e resilienza
La decisione di Michele di intraprendere il percorso di studi in Teologia รจ maturata durante la pandemia, in un periodo di incertezza globale e isolamento. Da casa, grazie alle lezioni online e al sostegno costante della moglie Stella e dei suoi tre figli, Michele ha affrontato giorno dopo giorno la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia che da 18 anni lo ha reso dipendente dalla cura degli altri. Eppure, come sottolinea Don Crapanzano, "in tutto questo tempo, Michele non ha mai smesso di seminare speranza, divenendo egli stesso segno di contraddizione, proprio come il Figlio dellโUomo". La sua รจ la contraddizione di chi, pur avendo ogni motivo per disperare, scrive di gioia e speranza, e il paradosso di chi, pur non potendo muovere un dito, riesce a "muovereย centinaia di persone intorno a sรฉโ. Michele stesso racconta: โDopo aver riconosciuto la malattia come parte di me, ho deciso di impiegare il mio tempo libero per comprendere meglio la mia fede cristiana, a volte incomprensibile senza afferrare lโermeneutica del linguaggio teologico. ร stato un triennio ricco di scoperte di vitaโ.
Durante il suo percorso accademico, Michele ha sviluppato una profonda consapevolezza: essere cristiani รจ uno stile di vita che tocca "le midolla del vivere e non solo la testa", plasmato a misura di Gesรน Cristo. Citando il Vangelo di Giovanni, afferma con forza: "La veritร vi renderร liberi ed io sono libero, nonostante la malattia". Il suo รจ un cristianesimo tangibile, una speranza concreta che si traduce in una libertร autentica. "Oggi posso direย โ afferma con convinzione โ che รจ lโuomo a porre limiti alla sua piena umanitร , a differenza del Dio di Gesรน, che vede ogni persona nella propria pienezza di vitaโ. La discussione della tesi di Michele รจ stata un "alto momento di Teologia incarnata e della speranza" per l'intera Facoltร Teologica di Sicilia, circondato dall'affetto di amici e compagni di cammino. La sua stessa vita, narrata teologicamente nella tesi, offre una risposta profonda e credibile alla domanda centrale del suo studio: non il perchรฉ della sofferenza, ma la prospettiva da cui guardarla. "La realtร non cambiaย โ conclude Don Crapanzano โ sono gli occhi che cambiano: ecco la trasformazione dello sguardo e la prospettiva critica che diventa nuovo criterio interpretativo della stessa esistenza". Michele ci ricorda che la vera libertร nasce dallโamore, che la speranza puรฒ fiorire anche nella fragilitร , e che la fede autentica non conosce limiti di corpo nรฉ di tempo. Citando il poeta austriaco Reiner M. Rilke, Don Crapanzano riflette sul significato della vita di Michele: โUna vita bella e virale che chiede una profonda revisione ai nostri criteri di felicitร e ci interpella profondamente svegliandoci all'esistenza"
"La veritร vi renderร liberi ed io sono libero nonostante la malattia". Un cristianesimo tangibile, una speranza che si traduce in una libertร autentica. "Eโ lโuomo a porre limiti alla sua piena umanitร a differenza del Dio di Gesรน che vede ogni persona nella propria pienezza di vitaโ. La discussione della tesi di Michele รจ stata un "alto momento di Teologia incarnata e della speranza" per l'intera facoltร .
