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Educazione civica: coordinatori e valutazione

Facendo riferimento alle FAQ consultabili sul sito del Ministero dell’Istruzione è possibile focalizzare ulteriori prospettive circa le modalità di realizzazione dell’insegnamento trasversale di Educazione civica. 

A partire da fine ottobre scorso le Scuole Polo per la formazione, in attuazione della Circ. MIUR prot n. 19479 del 16/07/2020 relativa al Piano per la formazione dei docenti per l’educazione civica di cui alla legge n° 92/2019, hanno richiesto ai Dirigenti Scolastici di trasmettere i nominativi dei referenti per l’educazione civica.

I referenti individuati (sui quali poggia gran parte delle aspettative circa il positivo esito di questa fase sperimentale), dovranno svolgere una formazione non inferiore a 40 ore di cui 10 ore di lezione online, e n. 30 ore di tutoraggio, formazione e supporto ai colleghi delle istituzioni scolastiche di appartenenza.

I moduli formativi dovranno: a) approfondire l’esame dei tre nuclei concettuali, la loro interconnessione e trasversalità rispetto alle discipline; b) prevedere esempi concreti di elaborazione di curricoli in raccordo con i Profili di cui agli Allegati B e C delle Linee Guida, con indicazione degli obiettivi specifici di apprendimento per anno e dei traguardi di sviluppo delle competenze per periodi didattici; c) proporre esempi di griglie di valutazione, in itinere e finali, applicative dei criteri deliberati dal Collegio dei docenti e inseriti nel Piano triennale dell’offerta formativa; d) promuovere modalità organizzative adeguate ai differenti percorsi ordinamentali.

Acquisito, quindi, che l’educazione civica è un insegnamento trasversale che implica il coinvolgimento, sul piano della didattica, di tutte le discipline, si evidenzia adesso la figura ed il ruolo dei “referenti-coordinatori” con i compiti sopra descritti. Considerato che tutti i docenti saranno chiamati ad esprimere una comune valutazione dei risultati di apprendimento conseguiti dai singoli alunni (D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 62 per il primo ciclo e dal DPR 22 giugno 2009, n. 122 per il secondo ciclo) si rafforza ulteriormente la necessità che tutti i docenti di classe siano coinvolti. I criteri di valutazione deliberati dal collegio dei docenti per le singole discipline e già inseriti nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa dovranno essere integrati in modo da ricomprendere anche la valutazione dell’insegnamento dell’Educazione Civica.

Il Collegio dei Docenti delle scuole del primo ciclo, in coerenza con il disposto dell’art. 2 del D. Lgs. 62/2017, dovrà esplicitare a quale livello di apprendimento corrisponde il voto in decimi attribuito agli alunni della scuola secondaria di primo grado anche per l’Educazione Civica. Per gli alunni della scuola primaria il docente coordinatore propone l’attribuzione di un giudizio descrittivo, elaborato tenendo a riferimento i criteri valutativi indicati nel PTOF, che viene riportato nel documento di valutazione.

Per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 la valutazione dell’insegnamento di Educazione Civica farà riferimento agli obiettivi/risultati di apprendimento e alle competenze che i collegi docenti, nella propria autonomia di sperimentazione, avranno individuato e inserito nel curricolo di istituto.

Ricordiamo che, alla base della norma, “ogni disciplina è, di per sé, parte integrante della formazione civica e sociale di ciascun alunno” (Linee guida), pertanto si procederà attraverso “processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extradisciplinari”.

I traguardi di competenza al termine del primo ciclo di istruzione sono indicati nell’Allegato B al D.M.n.35 del 22/6/2020. Circa le competenze da raggiungere al termine del secondo ciclo si fa riferimento all’Allegato C al D.M.n.35 del 22/6/2020, che integra il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo di istruzione in relazione all’insegnamento trasversale dell’educazione civica.

L’educazione civica sarà, di fatto, inclusa nell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo e di essa sarà fatta menzione nel “documento del 15 maggio”, sul quale si basa il colloquio; non ci sarà un commissario (interno o esterno) specifico. Con l’apposito decreto della primavera prossima saranno fornite le modalità organizzative del colloquio.

Il D.M. n. 35 del 22/06/2020 prevede che anche i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, come tutte le istituzioni scolastiche, definiscano il curricolo di educazione civica.

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