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Esami di riparazione 2026: l'importanza del metodo e del supporto emotivo del docente

Tra adempimenti, corsi estivi e dialogo c’è l’estate con alle viste la ‘riparazione’ settembrina. Sono le prove per riparare l’insufficienza di una o più materie; uno strumento definito dal Consiglio di Classe per evitare la bocciatura dello studente.
Esami di riparazione

Anche l’anno scolastico 2025/2026 è andato in archivio. La tanto attesa estate è arrivata e, con essa, anche i momenti di svago e relax. Purtroppo non sarà così per gli studenti chiamati a confrontarsi con gli esami di recupero, ovvero le prove per riparare l’insufficienza di una o più materie. Si tratta di uno strumento definito dal Consiglio di Classe a chiusura anno avente la finalità di evitare la bocciatura dello studente. Una sorta di seconda chance, per colmare le lacune scolastiche. Gli esami di riparazione si svolgono di solito tra la fine di agosto e la prima decade di settembre e, comunque, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Sta di fatto che le date non sono uguali per tutte le scuole ma vengono fissate singolarmente da ogni Istituto e vengono di solito comunicate in concomitanza della notifica del debito. Il calendario con i giorni e gli orari delle prove verrà reso noto tramite il registro elettronico e sul sito ufficiale della scuola. Un momento delicato, in cui i docenti sono chiamati a concentrare la propria attività su un numero circoscritto di studenti con l’obiettivo di far superare loro questo momento critico. Si organizzano dei corsi estivi di preparazione, per la durata di 12 ore circa in cui l’alunno viene seguito con particolare attenzione. Cosa è dunque chiamato a fare l’insegnante? Come deve gestire l’esame di riparazione? 


In primis il docente è chiamato ad eseguire le disposizioni del Ministero dell'Istruzione e del CCNL attenendosi ai passaggi per la comunicazione, la preparazione e la valutazione finale.  È dovere dell’insegnante mettere a disposizione dello studente il programma e gli argomenti dettagliati sui quali verterà l’esame che può essere scritto, orale o entrambi. Il docente titolare della materia deve indicare da una parte le lacune rilevate sullo studente e, dall’altra, gli obiettivi che devono essere raggiunti. Sempre il docente, è chiamato a strutturare la prova per il superamento dell’insufficienza. Il titolare della materia dovrà essere presente in aula per la valutazione del superamento o meno della prova. Se, per un qualsiasi motivo non potrà essere presente, perché ad esempio, trasferito in altra sede, in pensionamento o malattia, la scuola nomina un supplente per gli scrutini suppletivi.


A fine esame, l’esito della prova verrà affidato alla decisione del Consiglio di Classe. Se lo studente avrà dimostrato di aver colmato le lacune verrà promosso, diversamente, il Consiglio sarà chiamato a valutare più aspetti per decidere se ammettere o bocciare lo studente. Si terrà conto ad esempio dell’impegno profuso, della gravità dell’insufficienza, del rendimento dimostrato sulle altre materie. Il successo dell’alunno è anche un successo per il docente. Consentire agli studenti di addentrarsi dentro le caratteristiche intrinseche delle materie è dimostrazione dello spirito di coinvolgimento che hanno gli insegnanti verso i loro alunni. Alunni che non sempre si trovano in difficoltà a studiare perché svogliati o incapaci, ma perché a volte non hanno il metodo giusto di approccio e cadono subito nello sconforto non ritenendosi all’altezza. Si viene poi a generare un meccanismo a catena dal quale risulta difficile uscirne. Proprio per questo motivo, già di fronte alle prime avvisaglie di difficoltà, gli esperti consigliano l’instaurazione di un dialogo tra docente e alunno, docente e genitori. Il dialogo, la comprensione e il supporto, sono i punti chiave per una fattiva collaborazione diretta al superamento dei problemi.

È dovere dell’insegnante mettere a disposizione dello studente il programma e gli argomenti sui quali verterà l’esame che può essere scritto, orale o entrambi. Deve indicare da una parte le lacune rilevate e dall’altra, gli obiettivi che devono essere raggiunti.  È chiamato a strutturare la prova per il superamento dell’insufficienza.

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