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Papa Leone XIV al Parlamento spagnolo: “È un diritto primario e inalienabile la facoltà dei genitori di scegliere l’educazione e la formazione da dare ai figli”

RIFLESSIONI OLTRE LA SOGLIA


Papa Leone XIV

Una tappa importante del recente viaggio in Spagna del Papa Leone XIV, è stato il  discorso tenuto al Congresso dei Deputati, la Camera bassa del Parlamento spagnolo (le Cortes). Accolto da una lunghissima ovazione e da un caloroso applauso bipartisan della sessione plenaria, il Papa ha pronunciato il discorso più lungo e articolato dall'inizio del suo viaggio apostolico in Spagna. Il fulcro del suo intervento ha toccato la natura profonda dell'attività legislativa, le sfide sociali ed etiche contemporanee e il ruolo della politica internazionale. Il Pontefice ha esortato i parlamentari a riflettere sulla responsabilità del loro mandato, ponendo un forte accento sulla tutela dei più deboli: “Ogni compito legislativo - ha detto - finisce per affrontare una questione decisiva: quale concezione della persona umana ispira le leggi e quale tipo di società queste leggi costruiscono?" 


Leone XIV ha ricordato che la legittimità e la vera grandezza di una legge non risiedono solo nella sua formale approvazione democratica, ma nella sua capacità di difendere la dignità umana in ogni sua fase. In merito a questo ha lanciato un monito chiaro: “Una comunità può dirsi pienamente giusta se lascia nell'ombra il nascituro o l'anziano?” Il Papa ha sottolineato il ruolo centrale della famiglia nell'istruzione, definendo un "diritto primario e inalienabile" la facoltà dei genitori di scegliere il tipo di educazione e formazione da dare ai propri figli, in piena coerenza con le proprie convinzioni morali, culturali e religiose ed ha affrontato la complessa crisi migratoria, esortando l'Europa e la comunità internazionale a una reale cooperazione sussidiaria di fronte a una tragedia umanitaria che nessuna nazione può pensare di gestire in totale solitudine. Parole importanti e profetiche ha pronunziato quando ha toccato corde molto pratiche legate alla convivenza civile e internazionale. Ha espresso profonda preoccupazione per lo scenario internazionale attuale, criticando la tendenza a presentare il riarmo militare come l'unica risposta possibile alle tensioni geopolitiche; ha ricordato che la pluralità politica fa parte della democrazia, ma che questa "non deve mai degenerare nella squalifica permanente dell'avversario"


Ha infine concluso chiarendo che, pur riconoscendo la sana laicità dello Stato e la distinzione tra comunità ecclesiale e politica "la fede non deve essere imposta con il privilegio o la coercizione, ma non può nemmeno essere relegata al silenzio come se fosse irrilevante". Anche sui temi caldi del dibattito politico spagnolo, Leone XIV ha definito la grandezza di una nazione in base alla capacità di proteggere le vite segnate da maggiore fragilità e ha citato espressamente "il nascituro e l’anziano", nel contesto della visione della bioetica cattolica. Il cuore del suo messaggio è stato la richiesta di "disarmare il linguaggio" ricordando che "il dissenso non comporta umiliazione” ed esortando i parlamentari a ritrovare il senso profondo del loro lavoro e a legiferare per costruire la convivenza rifiutando la logica del riarmo e aprire le porte alla pace.

“Nessuna nazione può pensare di gestire tutto in totale solitudine”. Parole importanti e profetiche quelle che ha pronunziato Papa Leone XIV quando ha toccato corde molto pratiche legate alla convivenza civile e internazionale."



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