I ‘motivi’ dell’Avvocatura dello Stato a sostegno della tesi che ai precari della scuola non spetta alcun risarcimento per la loro condizione
- Ernesto Soccavo

- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
La procedura straordinaria di reclutamento è idonea al superamento della situazione di precariato degli insegnanti di religione. Snadir/FGU sostiene invece che sia insufficiente a sanare la loro condizione lavorativa. A distanza di un anno dallo svolgimento delle prove, è ancora rilevante il numero di precari rimasti in tale condizione.

I ricorsi degli insegnanti precari per l’illegittima reiterazione dei contratti a termine sono importanti per il riconoscimento dei relativi risarcimenti ma ci indicano anche i diversi ‘motivi’ che stanno alla base di quanto sostenuto dalle due parti (ministero e precari). Il compito di presentare dinanzi al Giudice i ‘motivi’ del MIM spetta all’Avvocatura dello Stato, mentre spetta agli avvocati dei ricorrenti presentare i ‘motivi’ a sostegno dei precari. Proviamo ad evidenziare qualcuno tra quelli presentati dall’Avvocatura a sostegno della tesi che ai precari non spetti alcun risarcimento per la loro condizione. L’Avvocatura ritiene che la procedura straordinaria di reclutamento prevista dall’art. 1-bis del D.L. n. 126 del 2019, convertita nella Legge n. 159/2019, sia una misura idonea al superamento della situazione di precariato degli insegnanti di religione. Al contrario, i precari (e quindi lo Snadir/FGU) sostengono che tale “procedura straordinaria” sia “insufficiente a sanare la loro condizione lavorativa, infatti, a distanza di un anno dallo svolgimento delle prove, è ancora rilevante il numero di precari che sono rimasti in tale condizione”. La procedura straordinaria non ha sanato il precariato ma ha diluito nel tempo le assunzioni prorogando una sussistenza della condizione di incertezza lavorativa.
L’Avvocatura ritiene che la procedura straordinaria si configuri come non selettiva e pertanto è da considerarsi sanante della condizione precaria. Al contrario, i precari (lo Snadir/FGU) sostengono che il fatto di produrre una graduatoria di docenti che occupano cattedre libere e vacanti abbia, di fatto, rinviato nel tempo delle assunzioni che andavano invece effettuate subito per concretizzare, da parte del Ministero, un adempimento “in forma specifica”. Occorreranno, purtroppo, ancora diversi anni affinché vengano stabilizzati in ruolo tutti i docenti precari inseriti nelle graduatorie prodotte dalla procedura straordinaria. L’Avvocatura ritiene che le assunzioni determinate dalla procedura straordinaria stiano procedendo speditamente. Lo Snadir/FGU, al contrario, evidenzia che a settembre 2025, in alcune Regioni siano stati immessi in ruolo una percentuale estremamente bassa di precari. Ad esempio, nel settore infanzia/primaria: Basilicata 1,7%, Calabria 2,4%, Campania 0,5%, Lazio 30,6%. Nel settore scuola secondaria: Basilicata 19,6%, Molise 12,5%, Umbria 6,5%, Sicilia 34,6%. La procedura straordinaria è sicuramente una opportunità ma è comprensibile che i precari vogliano certezze.
L’Avvocatura ritiene che le assunzioni determinate dalla procedura straordinaria stiano procedendo speditamente. Snadir/FGU, al contrario, evidenzia che a settembre 2025, in alcune Regioni sia stata immessa in ruolo una percentuale estremamente bassa di precari.
precari scuola



