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Il permesso retribuito per i precari della scuola

C’è un articolo, il numero 35, che esplicita le modalità attraverso cui i dipendenti possono usufruire dei permessi e congedi di loro competenza. In particolare, uno molto importante: il permesso retribuito precari
permesso retribuito

Molteplici sono le novità presenti all’interno del recente Contratto scuola 2019-2021. Tra di esse spicca l'introduzione di permessi retribuiti, un passo significativo per migliorare le condizioni di lavoro dei docenti precari.


L’art. 35, esplicita le varie modalità in cui i dipendenti possono usufruire dei permessi e congedi di loro competenza. In particolare, in questo caso ci si soffermerà su uno particolarmente importante: il permesso retribuito precari.


“Il personale docente, educativo ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), ivi compreso quello di cui al comma 5, ha diritto, a domanda, a tre giorni di permesso retribuito nell’anno scolastico, per motivi personali o familiari, documentati anche mediante autocertificazione. Per il personale ATA tali permessi possono anche essere fruiti ad ore, con le modalità di cui all’art. 67 (permessi orari retribuiti per motivi personali o familiari)”.


I docenti precari rappresentano una componente cruciale del sistema educativo, spesso caratterizzata da condizioni di lavoro precarie e una certa mancanza di stabilità contrattuale. Il riconoscimento di questa realtà nel nuovo contratto rappresenta un passo importante verso una maggiore equità e valorizzazione del contributo di tutti gli  insegnanti.


I permessi retribuiti sono stati implementati con l'obiettivo di offrire ai docenti precari una maggiore flessibilità e la possibilità di gestire situazioni personali o emergenze senza subire ripercussioni finanziarie. Questa disposizione mira a fornire un livello di sicurezza e sostegno che può influenzare positivamente la loro produttività e soddisfazione sul lavoro.


L'introduzione di permessi retribuiti rappresenta anche un passo verso una maggiore equità all'interno del corpo docente. Riconoscere i diritti dei docenti precari contribuisce a promuovere una cultura di rispetto e valorizzazione di ogni membro del personale, indipendentemente dal tipo di contratto. L'introduzione di permessi retribuiti per i docenti precari rappresenta un passo deciso verso una maggiore giustizia e riconoscimento nel settore educativo. Questa disposizione non solo migliorerà le condizioni di lavoro di migliaia di insegnanti, ma contribuirà anche a creare un ambiente più equo e solidale all'interno delle istituzioni scolastiche. Ma da quando si potrà usufruire di questo nuovo diritto? E' un diritto del quale si può usufruire sin da subito. Quindi già da ora i precari  possono richiedere i tre giorni di permesso retribuiti.


I permessi retribuiti rappresentano un passo verso una maggiore equità all'interno del corpo docente. Riconoscere i diritti dei precari serve a promuovere rispetto e valorizzazione di ogni membro del personale


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