Il โVangelo secondo Mariaโ, lungometraggio di Paolo Zucca รจ unโoccasione mancata
- Ester Guidobaldi
- 11 giu 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Narrazione artificiosa e debole nonostante la bellezza delle immagini e le inquadrature riconducibili ad artisti come Tiziano e Raffaello. Il racconto evangelico su schermo, una rilettura della figura di Maria come donna desiderosa di emancipazione e libertร , non convinceย

โIl vero peccato รจ lโignoranzaโ. โVangelo secondo Mariaโ di Paolo Zucca, tratto dallโomonimo romanzo di Barbara Alberti del 1979, segue le vicende della protagonista Maria (Benedetta Porcaroli) che sogna di partire per lโEgitto. La donna incontrerร Giuseppe (Alessandro Gassmann), un uomo saggio e maturo che gli insegnerร come difendersi in vista della partenza. Nascerร cosรฌ un rapporto allievo-maestro, che sfocerร in una sincera storia dโ amore. Ma il piano che Dio ha in servo per loro cambierร per sempre il destino dei personaggi.
Nel finale vediamo Maria recarsi in cima ad una rupe, chiedendo a Dio di rispondere ai suoi dubbi. Ma Dio non risponde e la donna, che per ribellarsi si getta dalla rupe, viene prontamente salvata da Giuseppe. La conoscenza e lโuguaglianza di genere divengono cosรฌ gli elementi fondamentali per arrivare al fulcro della storia e che i protagonisti utilizzano per affrontare il destino scelto da Dio.ย
Man mano che il film scorre viene perรฒ a mancare sempre piรน la profonditร del rapporto tra i due, non scavando fino in fondo e rendendo la sceneggiatura debole e frettolosa. Dunque, nonostante la bellezza delle immagini e le numerose inquadrature riconducibili ad artisti come Tiziano e Raffaello, Vangelo secondo Maria รจ unโoccasione mancata. La narrazione evangelica su schermo, che promette una rilettura della figura di Maria come donna desiderosa di emancipazione e libertร non convince a pieno. Il potenziale politico e narrativo non viene sfruttato e quello che resta del film รจ una narrazione artificiosa, ancorata troppo alla dimensione fittizia del teatro, con un conseguente estraniamento dello spettatore. Non aiuta neanche la recitazione, che vede lโacerba Porcaroli in un ruolo decisamente maturo per la sua esperienza attoriale.
Nel finale Maria va in cima ad una rupe, chiede a Dio di rispondere ai suoi dubbi ma Dio non risponde e la donna, che per ribellarsi si getta giรน, viene salvata da Giuseppe. La conoscenza e lโuguaglianza di genere divengono elementi per arrivare al fulcro della storia
