L’attenzione degli studenti in classe
- Arturo Francesconi

- 2 ore fa
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Cosa significa stare attenti? La Treccani definisce l’attenzione come azione di rivolgere la mente a qualcosa e mantenerla. Una delle cose più difficili da fare per gli studenti è proprio quella di focalizzarla su un oggetto, pensiero, attività, escludendo altri stimoli. La nostra società è l’emblema della distrazione

“Il compito va eseguito con attenzione…”. “Questa è una classe dove la maggior parte degli alunni si distrae facilmente…”. “Signora suo figlio deve imparare ad ascoltare le mie spiegazioni…”. Ma cosa significa stare attenti? Non farsi distrarre facilmente da tutto? La Treccani definisce l’attenzione come “l’azione di rivolgere la mente a qualcosa e mantenerla (attirare, richiamare), può essere di tipo sensoriale (ascoltare) oppure di tipo intellettuale (riflettere)”. Una delle cose più difficili da fare per gli studenti è proprio quella di focalizzare la mente su un oggetto, pensiero, attività, escludendo altri stimoli. Perché succede questo?
Conosciamo tutti la risposta: la nostra società è l’emblema della distrazione con notizie, video, messaggi che arrivano continuamente sui cellulari dei nostri alunni. Per alcuni anni -era una richiesta fattami dalle mie classi- abbiamo trattato il tema dell’attenzione. Rimasi stupito dalla loro sincerità. In classe guardavano spesso il cellulare, facevano i compiti di altre materie non ascoltando il docente che spiegava e a casa studiavano con il cellulare a portata di mano: capacità di ascolto bassissima. Diciamo tranquillamente che esistono dei docenti che fanno di tutto per non farsi ascoltare con lezioni ripetitive, senza accettare domande, senza pause. Ecco che allora esistono dei segreti per permettere a tutta la classe di rifiatare ed avere un attimo di pausa. Come?
Con domande appropriate che stuzzichino la risposta del docente, con qualche battuta ogni tanto per rendere più spedita la spiegazione, programmando con il prof delle attività. Resto dell’idea che il miglior modo per migliorare l’attenzione si ottenga con la volontà dell’alunno/a. Prima di tutto spegnendo il cellulare sia in classe (ora la legge vieta l’uso ma vi assicuro che in parecchie scuole ancora li usano) ma anche nello studio pomeridiano che non può essere interrotto dall’attesa di un messaggio o di una chiamata. La buona volontà permette il miglioramento della concentrazione anche sugli alunni con più difficoltà: occorre coinvolgerli e farli partecipi del percorso scolastico. Se tutti, docenti e alunni, facessimo uno sforzo per venirci incontro otterremmo risultati migliori e lezioni più gradevoli e, sicuramente, anche voti più alti, per la gioia di tutti.
Il miglior modo per migliorare l’attenzione si ottiene prima di tutto spegnendo il cellulare sia in classe che nello studio pomeridiano che non può essere interrotto da un messaggio o una chiamata. La buona volontà permette il miglioramento della concentrazione anche su gli alunni con più difficoltà
Attenzione studenti in classe



