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L’adolescenza è un’età particolare. La vulnerabilità si accentua e cadere in uno stato di sconforto è un attimo…

Aumenta il numero degli adolescenti con problemi legati all’ansia, alla depressione e ad altri disturbi mentali. Un meccanismo che si è innescato durante l’era del Covid. Ad alimentarlo l’uso compulsivo dei social, l’ipercontrollo sociale, la solitudine e la pressione sulle aspettative di rendimento scolastico e sociale
adolescenza

È in crescita il disagio tra i giovani. Bruschi cambiamenti, sensazioni di disagio e sbalzi d’umore. Sono questi i primi segnali dai quali si denota una sensazione di malessere dello studente tra i banchi di scuola. Segnali che non possono essere sottovalutati e che devono portare l’insegnante a chiedersi cosa stia succedendo. Aumenta il numero degli adolescenti che vive problemi legati all’ansia, alla depressione e ad altri disturbi mentali. Un meccanismo che si è innescato durante l’era del Covid e che ad oggi non ha conosciuto una battuta d’arresto. Ad alimentare questo malessere sono stati nel corso degli anni l’uso compulsivo dei social, l’ipercontrollo sociale, la solitudine e la pressione circa le aspettative sul rendimento scolastico e sociale. I giovani avvertono la necessità di sentirsi adeguati ai vari contesti con i quali si confrontano. Aspirano al perfezionismo ed escludono la possibilità di commettere errori, sbagli, seppur in buona fede. Quest’ambizione, se estremizzata, può portare secondo gli esperti a conseguenze negative con risultati del tutto opposti. 


Ed allora ecco che arrivano le manifestazioni psicologiche e comportamentali che rappresentano uno stato di disagio. Ecco alcuni dei segnali che devono far scattare il campanello d’allarme:

  • Sintomi fisici: mal di pancia, mal di testa o nausea, sia prima di andare a scuola che durante le lezioni.

  • Comportamenti aggressivi: attacchi di rabbia, aggressività o di sfida verso i compagni.

  • Cambiamenti nella vita sociale: isolamento, apatia, perdita di interesse per attività prima svolte con piacere.

  • Stato ansioso: preoccupazione eccessiva per i compiti, i voti o il paragone con i compagni.


A questi sintomi vanno aggiunti la perdita della capacità di concentrazione, di apprendimento, di sonno, accompagnati da atteggiamenti estremi come pianti frequenti, eccessiva timidezza o accondiscendenza. Ed ancora, la perdita dell’appetito o, al contrario, l’eccessiva voglia di cibo. Di fronte ad una situazione che comprenda alcuni dei segnali sopradetti, occorre attivarsi per prevenire eventi più gravi. Come prima cosa da fare, secondo gli esperti, il docente deve approcciarsi allo studente in modo empatico, senza alcun giudizio. Porsi quasi al suo stesso piano. È necessario in questa fase evitare di innescare situazioni di ulteriore disagio. Occorre quindi instaurare un dialogo che non crei imbarazzo e che non ponga lo studente a sentirsi paragonato agli altri.


Altro passo fondamentale è un confronto con i genitori per conoscere lo stato emotivo e comportamentale dell’alunno sia a casa che a scuola. Dopo di ciò, il ricorso al supporto degli esperti in materia è di fondamentale importanza. L’affiancamento dello studente al personale specializzato può aiutare a riconoscere le cause che creano lo stato di malessere e a combatterle. Quella dell’adolescenza è un’età particolare, in cui la vulnerabilità si accentua e dove cadere in uno stato di sconforto è un attimo. E, volte, uscirne fuori da soli non è possibile.


Di fronte a segnali gravi, occorre attivarsi per prevenire degenerazioni. Il docente deve approcciarsi allo studente in modo empatico, senza alcun giudizio. Porsi quasi al suo stesso piano. È necessario per evitare situazioni di ulteriore disagio. Occorre quindi instaurare un dialogo che non crei imbarazzo

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