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NELSON MANDELA: UN COMBATTENTE PER LA LIBERTÀ

“Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”. Lo diceva Nelson Mandela mentre viveva libero dopo i lunghi anni della prigionia. Fu arrestato nel giugno del 1964, condannato all’ergastolo e portato nella famigerata prigione di Robben Island. Lì inizierà a scrivere la sua autobiografia che di nascosto riuscirà a far pubblicare.
Nelson Mandela

Rolihlahla Mandela nacque nel 1918 a Mvezei in Sudafrica. Quando frequenta le scuole elementari riceve dalla maestra il nome inglese di Nelson. Farà le scuole superiori e l’università; ma nel 1940, all'età di ventidue anni, insieme al cugino fu messo di fronte all'obbligo di doversi sposare con una ragazza scelta dal capo della tribù. Questo matrimonio combinato era una condizione che né Mandela né il cugino volevano accettare. Così decise di scappare insieme a lui a Johannesburg. Dopo vari arresti, manifestazioni e lotte contro le discriminazioni dei neri, nel giugno del 1964 viene condannato all’ergastolo e portato nella famosissima prigione completamente isolata dal mondo di Robben Island. Lì inizierà a scrivere la sua autobiografia che di nascosto riuscirà a far uscire e pubblicare. Nel 1985 gli propongono la libertà in cambio dell’abbandono delle sue idee contro il governo bianco allora favorevole all’apartheid. Resta in carcere.


Finalmente nel 1990 viene liberato per ordine del presidente de Klerk. Nel 1993 viene insignito del Nobel per la pace. Ha sempre sostenuto l’importanza del perdono, lui l’ha fatto con i suoi carcerieri. Scrive: “Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano ad odiare e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare; perché l’amore per il cuore umano è più naturale dell’odio”. Nel 1994 diventa il primo presidente nero del Sudafrica, dopo ben 27 anni di carcere. La vita di Nelson Mandela è importante per ciascuno di noi perché dimostra, come davvero “un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”. Vincitore nel senso che tutte le battaglie, anche quelle che sembrano impossibili, possono essere vinte e comunque, se non vinciamo abbiamo lottato. Dopo aver ricevuto svariati riconoscimenti da tutto il mondo nel 2009, il giorno del suo compleanno, è dichiarato dalle Nazioni Unite come il Mandela day in ricordo della sua lotta all’ingiustizia. Morirà nel 2013 dopo una vita da combattente per i diritti del suo popolo.


Nel 1994 diventa il primo presidente nero del Sudafrica: “Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe sociale. Gli uomini imparano a odiare e se possono imparare ad odiare, possono imparare ad amare”.

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