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Piano nazionale di formazione per i docenti: le nuove indicazioni del MIUR

Nel novembre scorso il Ministero dell’Istruzione ha fornito indicazioni in merito al piano nazionale di formazione per i docenti in servizio nell’a.s. 2020-2021, assegnando le relative risorse finanziarie alle varie Regioni d’Italia. Proviamo ad evidenziare, in sintesi, gli elementi di maggior rilievo presenti nel documento ministeriale, di cui tutti i docenti sono, di fatto, destinatari.

Intanto precisiamo subito che, considerato l’attuale stato di emergenza da COVID-19, tutte le iniziative di formazione riguardanti il personale docente dovranno essere realizzate con modalità telematiche. La formazione in servizio è ritenuta elemento di sviluppo dell’intero sistema educativo pertanto sarà messa a disposizione di ogni singola unità scolastica una quota delle risorse finanziarie disponibili per far fronte ai bisogni formativi specifici. Le somme saranno stanziate in modo proporzionale al numero del personale docente dell’organico dell’autonomia (alle singole istituzioni scolastiche sarà destinato il 60% del totale delle risorse).

Alle “scuole polo” per la formazione è affidato invece il compito di realizzare sul territorio le azioni formative definite a livello nazionale (impegnando il rimanente 40% del totale delle risorse). Il fine ultimo della formazione in servizio è quello di migliorare gli esiti di apprendimento degli allievi e la loro piena educazione ad una cittadinanza responsabile. Viene riaffermato, sostanzialmente, l’obiettivo di una formazione civica di tutti gli alunni. Tutto il personale in servizio può accedere alle iniziative formative. È un’affermazione che ribadisce il principio del diritto-dovere alla formazione da parte di tutto il personale docente. Le singole istituzioni scolastiche, sulla base dei fondi assegnati direttamente dalle scuole polo, dovranno adottare un Piano di formazione d’istituto in coerenza con gli obiettivi del PTOF.

Il Piano di formazione d’istituto comprende le attività deliberate dal Collegio dei docenti: sarà possibile progettare iniziative anche favorendo la collaborazione con le Università, gli Istituti di ricerca, e con le Associazioni professionali qualificate e gli Enti accreditati (enti riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione come idonei a realizzare iniziative di formazione, ai sensi della Direttiva n.170/2016).

Al fine di garantire la diffusione di nuove metodologie di formazione, il Piano di formazione d’istituto potrà comprendere anche iniziative di autoformazione, di formazione tra pari, di ricerca ed innovazione didattica, di ricerca-azione, di attività laboratoriali, di gruppi di approfondimento e miglioramento. Gli interventi realizzati nelle modalità di “formazione tra pari” e i “gruppi di approfondimento e miglioramento” prospettano forme e percorsi originali che risulterà interessante valutare nel momento della loro attuazione. Nel Piano sarà comunque necessario precisare le caratteristiche delle attività di formazione, nelle diverse forme che queste potranno assumere, definendo le relative modalità di documentazione e attestazione.

Le singole istituzioni scolastiche e le scuole polo per la formazione, dovranno inserire le attività formative programmate e realizzate, nella piattaforma SOFIA per consentire un’azione di monitoraggio. A conclusione delle attività formative, le singole istituzioni scolastiche dovranno inoltre effettuare le relative operazioni di rendicontazione delle iniziative svolte. Per ciò che concerne le iniziative di formazione in servizio dei docenti a carattere nazionale, gli Uffici Scolastici Regionali, con il coinvolgimento delle scuole polo per la formazione, dovranno realizzare percorsi formativi rivolti: a) alla didattica digitale integrata (DDI); b) all’educazione civica con particolare riguardo alla conoscenza della Costituzione e alla cultura della sostenibilità (Legge 92/2019); c) alle discipline scientifico-tecnologiche; d) ai temi specifici di ciascun segmento scolastico.

La previsione di un ambito formativo relativo alla didattica digitale integrata (DDI) ci conferma che tale modalità di comunicazione didattica troverà nuovi spazi, anche nel momento in cui ci saremo lasciati alle spalle la problematica esperienza della pandemia. Sotto molteplici aspetti, la scuola non sarà più quella di prima: toccherà ad ognuno di noi una rielaborazione in termini positivi.

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