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Da soli ci isoliamo, insieme cresciamo. L’insegnante egoista

Ciascuno di noi porta nel proprio lavoro tutto se stesso con gli aspetti positivi e negativi: l’affabilità, la comprensione, ma anche il nervosismo, le paure, i conflitti irrisolti. Per insegnare con competenza occorre, oltre alla preparazione culturale, aver acquisito alcune caratteristiche importanti; empatia, capacità di collaborare, riconoscere i propri errori. Diventa difficile lavorare con chi vuole camminare da solo.

In questi anni mi è successo diverse volte di incontrare professori che arrivando a giugno volevano cambiare le classi perché non si trovavano bene con il consiglio di classe o con i genitori oppure volevano cambiare scuola perché non si sentivano accolti e valorizzati dai dirigenti o dai colleghi. Mi è capitato di confrontarmi con loro e, spesso, non mi hanno ascoltato, non hanno accolto la mia idea che le cose potevano migliorare se anche loro si impegnavano ad andare incontro agli altri. Conosco diversi casi di docenti che hanno camminato sempre da soli, concentrati nel loro mondo evitando di collaborare con gli altri colleghi perché ritenuti da loro non all’altezza. In tutti i campi lavorativi è così, se vuoi lavorare da solo poi resti solo, se non cerchi di collaborare con i consiglio di classe poi lo stesso consiglio non saprà come aiutarti. Ricordo una collega, molto preparata, che faceva molti progetti che non sempre presentava agli altri docenti. Lei si lamentava in continuazione che non veniva capita e metteva in atto dei giochi per creare continue discussioni nel consiglio di classe. Un altro collega, a cui avevamo detto di evitare discussioni con la mamma di un’alunna presente al consiglio di classe, dopo un momento di confronto cordiale ha iniziato a rivendicare i suoi diritti come docente nei confronti della signora. E’ nato un lungo battibecco inutile e dannoso. Un pomeriggio molto amaro con conseguenze anche nei mesi successivi. Il caso di un’altra collega che litigava con tutti gli alunni e tutti gli anni si ritrovava a cambiare le classi perché le famiglie mandavano lettere alla dirigente. Ci domandiamo ma è un caso che chi vuole camminare da solo si ritrovi sempre in queste situazioni? Non penso sia un caso, forse è giusto capire che anche noi possiamo sbagliare e, imparando dagli errori, possiamo iniziare a camminare insieme per costruire un percorso condiviso da tutti. Da soli ci isoliamo, insieme cresciamo.. Tutto questo dovrebbe far riflettere noi e i nostri alunni e darci la spinta per iniziare il nuovo anno scolastico con entusiasmo e desiderosi di crescere insieme per fare della scuola quella comunità educativa a cui tutti aspiriamo. Buon cammino!

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