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Eva – Milano

Lo Stato dopo avermi sfruttata per ben 20 anni ora vuole trattarmi a pari livello di un giovane che ha appena terminato i suoi studi Eva di Milano, insegnante di Religione da 20 anni

Caro Ministro, quest’anno compio esattamente 20 anni… di matrimonio e di precariato! Posso dire che il mio precariato mi ha accompagnata lungo tutta la mia vita famigliare e mi accompagna ancora, purtroppo, ma non per mio volere. Quando nel lontano 2004 ci fu l’unico concorso ordinario per gli insegnanti di Religione, io non potei parteciparvi perché avevo solo 3 anni di incarico annuale e una delle condizioni per poter sostenere il concorso era invece avere 4 anni di anzianità. Ricordo benissimo che non ero per nulla preoccupata o dispiaciuta! Tanto, pensavo ingenuamente, la legge dice che ogni 3 anni il concorso verrà indetto, quindi la prossima occasione sarà la mia. E invece di anni ne sono passati ben 18 e quel secondo concorso non si è mai svolto, costringendomi ad un precariato indegno. Ma come sempre (sono fatta così, sempre molto ingenua e pronta a dare credito), non mi sono persa d’animo e in questi 20 anni mi sono impegnata a crescere professionalmente nel mondo della scuola, sempre con continui e costanti aggiornamenti, a mie spese ovviamente, perché non essendo di ruolo, non mi spetta il bonus per l’aggiornamento. Ma il non essere di ruolo, però, non è mai stato un impedimento a ricoprire tutti quei ruoli che all’interno del mondo della scuola implicano super lavoro extra mal pagato, come Funzioni Strumentali, staff della Dirigenza Scolastica, sostituzione colleghi agli esami, commissioni orali, ecc. Tutti compiti che ho svolto per amore del mio essere docente. Adesso basta però!! Voglio che la mia professionalità sia riconosciuta non solo quando fa comodo ai dirigenti scolastici, ma anche dal Ministero dell’Istruzione che dopo avermi sfruttata per ben 20 anni non solo per insegnare Religione, ma anche per tutto il resto, ora vuole trattarmi a pari livello di un giovane che ha appena terminato i suoi studi e si affaccia al mondo della scuola imponendomi un concorso ordinario. Io il concorso lo volevo fare, ma 18 anni fa. siete brutalmente in ritardo! Fare un concorso ordinario oggi equivale ad affermare che tutto quello che ho costruito in questi 20 anni di carriera non vale nulla!

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