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Riforma calendario scolastico e la proposta di Daniela Santanchè per un turismo attivo 365 giorni l'anno

La ministra del Turismo lancia una sfida e fa discutere: riformare le vacanze per destagionalizzare i flussi turistici e allineare l’Italia ai modelli europei. Con l’obiettivo di abbattere i ‘picchi’ stagionali che rendono il settore inefficiente e insostenibile soprattutto per i prezzi.
Riforma calendario scolastico

Non più solo "sole e mare" ad agosto, ma un’Italia da vivere tutto l’anno. Dal Forum Internazionale del Turismo di Milano, la ministra Daniela Santanchè lancia una sfida ambiziosa che promette di far discutere: riformare il calendario scolastico per destagionalizzare i flussi turistici e allineare l’Italia ai modelli europei. L’obiettivo dichiarato è quello di abbattere i picchi stagionali che rendono il settore inefficiente e spesso insostenibile, sia per i prezzi che per la gestione del territorio. Per farlo, la Ministra propone di dire addio alla tradizionale pausa estiva di tre mesi, sostituendola con interruzioni più brevi e distribuite strategicamente durante l'intero arco dell'anno: "Vogliamo un’Italia vissuta 365 giorni l’anno" ha affermato Daniela Santanchè. "L'obiettivo è godere del 100% del territorio senza inefficienze".


La proposta si articola su direttrici precise che mirano a cambiare il volto dell'accoglienza italiana:

  • Revisione del calendario scolastico ovvero superare il binomio "3 mesi in estate e 20 giorni a Natale" per favorire vacanze distribuite, permettendo alle famiglie di viaggiare anche in periodi di bassa stagione.

  • Modello Europeo con l'idea di seguire l'esempio di altri Paesi occidentali, dove le pause sono più frequenti (le cosiddette ‘half-term breaks’), stabilizzando la domanda turistica interna.

  • Incentivi legati all'apertura, cioè valutare clausole che vincolino i sostegni statali alle strutture che garantiscono almeno 240 giorni di operatività annuale.


La proposta nasce da un'analisi economica chiara: concentrare le ferie in pochi mesi gonfia i prezzi e mette sotto stress le infrastrutture. Un calendario più equilibrato permetterebbe alle strutture ricettive di mantenere il personale occupato più a lungo, garantendo una maggiore stabilità lavorativa nel settore. Tuttavia, la sfida è culturale e organizzativa. "È un allineamento graduale a modelli più moderni" ha spiegato la Ministra, consapevole che la riforma impatterebbe direttamente sull'organizzazione dei tempi di vita delle famiglie italiane.


Analizziamo per porzioni di territorio i vantaggi e gli svantaggi dell’ipotesi di proposta:

1. Regioni alpine e montane (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Veneto). Per la montagna, la proposta è una vera boccata d'ossigeno.


  • PRO: Inverno più lungo: possibilità di estendere le vacanze natalizie o aggiungere una settimana bianca obbligatoria a febbraio permetterebbe di massimizzare la stagione sciistica. Estate fresca: spezzettare le vacanze consentirebbe di promuovere la montagna anche in autunno (il fenomeno del foliage) o in tarda primavera, quando il clima è ideale per il trekking.

  • CONTRO: Costi elevati: Le vacanze invernali sono mediamente più costose di quelle estive; le famiglie potrebbero trovarsi a dover pagare di più per pause brevi in periodi di alta domanda montana.


2. Regioni costiere e Isole (Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria). Qui la sfida si fa più complessa e tocca temi legati alla salute e alle infrastrutture.


  • PRO: Maggio e ottobre d'oro visto che nel Sud Italia e nelle isole, questi mesi offrono temperature perfette. Portare le classi al mare o favorire il turismo balneare in questi periodi ridurrebbe il sovraffollamento infernale di agosto.

  • CONTRO: Il nodo clima ed edilizia perchè molte scuole del Sud non sono dotate di climatizzazione. Accorciare la pausa estiva (iniziando a fine agosto o finendo a luglio inoltrato) esporrebbe studenti e docenti a temperature proibitive. Dipendenza stagionale: l'economia di molte località balneari si regge sul "tutto esaurito" estivo. Frammentare i flussi potrebbe non compensare la perdita dei grandi numeri di agosto.


3. Città d'Arte e Borghi (Toscana, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna). Questi territori soffrono oggi di overtourism ovvero di troppi turisti tutti insieme.


  • PRO: Vivibilità: distribuire le gite scolastiche e le vacanze familiari durante l'anno permetterebbe a città come Firenze, Roma o Venezia di respirare, evitando il collasso dei centri storici. Eppoi, turismo esperienziale: favorire pause in periodi legati alla vendemmia o alla raccolta delle olive darebbe slancio al turismo rurale e ai borghi.

  • CONTRO: Gestione dei servizi: musei e trasporti dovrebbero garantire standard elevati per 12 mesi, con costi di gestione e personale costantemente attivi.


"In un'analisi economica chiara, concentrare le ferie in pochi mesi gonfia i prezzi e mette sotto stress le infrastrutture mentre un calendario più equilibrato permette alle strutture ricettive di mantenere il personale occupato più a lungo, garantendo una maggiore stabilità lavorativa".

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