Il dialogo con gli adolescenti per la costruzione del loro futuro
- Arturo Francesconi

- 1 ora fa
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“Se l’adolescente ha un progetto anche a lunga scadenza, è salvo”, scrive Francoise Dolto nota pediatra e psicoanalista francese, specializzata nell'ambito dell'infanzia. Diventano più scontrosi, invadenti, lunatici ma tentano di essere stessi. E noi docenti? Spesso ci contrapponiamo a loro quasi bloccando questo percorso di crescita

“E’ un’età che va sopravvalutata perché è l’età laboratorio di tutta la vita, io sono stufo di sentire parlare dell’adolescenza come una malattia, quando è la benedizione della vita di un uomo”. Queste parole di Alessandro D’Avenia aiutano a capire l’impostazione della mia riflessione. Se guardiamo i ragazzi/e delle medie e dei primi anni delle superiori notiamo i loro cambiamenti non solo nel corpo, ma anche nel carattere. Diventano più scontrosi, invadenti, lunatici… tentano, insomma, di essere stessi. E noi docenti? I genitori? Spesso ci contrapponiamo a loro quasi ‘bloccando’ questo percorso di crescita. Ciascuno di noi è unico e irripetibile e questo vale ancora di più per l’adolescente che lo sta scoprendo. Il dialogo con loro è faticoso ma porta frutti nel momento in cui diventa confronto per capire, conoscere e crescere come adulti e costruttori del loro futuro. I ragazzi conclusa la terza media, scelgono la scuola superiore. Quante volte capita – e lo dico con l’esperienza di orientatore – di incontrare genitori che ‘costringono’ i figli a portare avanti l’attività di famiglia (ragioniere, marinaio, cuoco…) mamme che, per paura di ambienti a rischio, evitano che il figlio frequenti un istituto tecnico o professionale e li dirottano al liceo con la conseguenza di anni tormentati per i ragazzi.
Il ricordo più bello che ho dei miei anni del liceo è legato ad alcuni insegnanti capaci di ascoltarci, di entrare in empatia con noi, di condividere i momenti no superando -questo è molto importante- una programmazione rigida, per capire le nostre paure, i silenzi, gli sbalzi di umore e magari, rallentare l’attività per ascoltare un problema della classe. Per scoprire la vita occorre avere dei permessi che aiutano a realizzare il proprio sogno sino in fondo. “I genitori – scrive un anonimo – prima devono pilotare la nave dei figli, poi devono insegnargli come si guida e infine devono scendere e lasciarli partire per il loro viaggio”.
Dialogo con gli adolescenti
Quante volte capita di incontrare genitori che ‘costringono’ i figli a portare avanti l’attività di famiglia o mamme che, per paura di ambienti a rischio, evitano che il figlio frequenti un istituto tecnico o professionale e li dirottano al liceo.



