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L’arte come mezzo per dare forma a idee, emozioni, sogni e bellezza

Nel celebre romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” Oscar Wilde trasforma un ritratto nel riflesso e nella rappresentazione dell’anima tormentata del protagonista. Pur essendo un’immagine letteraria, essa offre una chiave di lettura per comprendere il rapporto intenso che l’umanità ha con l’arte. Pittori, scultori, architetti e creativi di ogni tempo hanno lasciato e continuano a lasciare tracce del loro talento in opere che riflettono i tormenti delle epoche in cui sono vissuti o delle loro anime a volte agitate, raccontano storie, esprimono emozioni, trasmettono spiritualità profonde, comunicano valori o lottano contro stereotipi… Tutto ciò attraverso un linguaggio che non è fatto di parole. L’arte non “dice”, eppure esprime da sempre messaggi così forti da aver riempito chiese, palazzi, mostre e musei. Mani umane hanno ricevuto il dono di saper creare dipinti e sculture di tale bellezza da generare stupore e ammirazione riuscendo nel contempo a comunicare con intensità il pensiero che le guidava.

I bambini e i ragazzi sono molto più vicini all’arte di quanto si possa credere poiché si esprime attraverso immagini. Che esse siano pittoriche, scultoree o architettoniche, vengono percepite con immediatezza.

È importante però che lo sguardo sull’opera d’arte non sia solo fugace, ma che l’occhio si soffermi e con esso anche la mente. Ogni opera, infatti, che sia un affresco di Giotto, una Pietà di Michelangelo o un imponente edificio, ha qualcosa da raccontare, un messaggio da trasmettere. Per scoprire tutto questo le giovani generazioni hanno bisogno di qualcuno che fermi il loro sguardo e che apra il sipario sul significato dell’arte come espressione profonda del nostro essere umani. Il docente può diventare colui che conduce i suoi studenti in questo meraviglioso viaggio che va oltre le tecniche pittoriche, gli stili artistici, il linguaggio specifico di una disciplina, ma è ricerca di sé e raffigurazione di un mondo possibile. In questo senso educare all’arte è una forma di alfabetizzazione emotiva e uno stimolo per lo sviluppo delle soft skills (empatia e pensiero critico in primis).

Per procedere in questa direzione, però, è necessario fare un ulteriore passaggio.

“Non esiste in realtà una cosa chiamata arte. Esistono solo gli artisti: uomini che un tempo con terra colorata tracciavano alla meglio le forme del bisonte sulla parete di una caverna e oggi comprano i colori e disegnano gli affissi pubblicitari” (E.H. Gombrich, La storia dell’arte). L’arte si traduce dunque nel fare, nel produrre sull’onda della creatività e del bisogno di comunicare. Per questa ragione bambini e ragazzi dovrebbero avere la possibilità di “leggerla”, ma anche di esperirla per scoprire un proprio talento o anche solo per provare il piacere di sporcarsi le mani di creta, argilla, gesso, colore… Talvolta siamo indotti a pensare che solo i bambini possano trarre beneficio da attività manipolatorie: commettiamo un errore. Mai come oggi i giovani hanno bisogno di trovare degli strumenti con i quali esprimere sé stessi e il proprio mondo interiore. Offrire loro la possibilità di farlo significa però rendere la scuola un luogo dove l’arte entra in tutte le sue forme, anche in quelle più moderne della fotografia o dei graffiti urbani. La grande arte del passato ha bisogno di uscire dai libri di scuola per diventare reale agli occhi degli studenti, per svelare la sua potenza comunicativa e i suoi segreti. Nello stesso tempo, inoltre, non deve esserci il timore di un confronto e uno studio delle attuali espressioni artistiche amate dai giovani: per esempio, le forme d’arte visive come quelle dei manga o quelle che appartengono al mondo dei film d’animazione come gli anime.

“Non ha l’ottimo artista alcun concetto c’un marmo solo in sé non circonscriva col suo superchio, e solo a quello arriva la man che ubbidisce all’intelletto”.

Con queste rime Michelangelo Buonarroti spiegava che la mano dello scultore libera dal marmo l’idea che in esso è contenuta. L’arte è questo. È dare libertà a qualcosa che è già racchiuso nel marmo. Lasciamo a bambini e ragazzi la possibilità di liberare ciò che hanno dentro per dare forma a idee, emozioni, sogni e bellezza.

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