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L’EDUCAZIONE INCLUSIVA E I SUOI RISVOLTI ATTUATIVI NELLA DIDATTICA

La diversità è il fulcro di un movimento evolutivo di qualità, difficoltoso, problematico, sofferto, ma reale nel quale l’inclusione costituisce l’unico catalizzatore di sforzi, di cambiamenti, di tentativi per rendere più significativa la didattica, il lavoro scolastico, l’emozione della relazione e dell’apprendimento. Gli alunni con disabilità rappresentano un’occasione di crescita e di maturazione per l’intera istituzione scolastica la quale deve promuovere una cultura di valorizzazione delle diversità attraverso la maturazione di qualità umane, di preparazione professionale e di disponibilità a modernizzare i modelli di insegnamento e le modalità organizzative. L’integrazione, compito che richiede premura, pazienza e competenza, presuppone una partecipazione corale al processo inclusivo da parte di tutti i protagonisti dell’azione educativa; promuove la valorizzazione dell’insegnante di sostegno come figura integrata nel team docenti e come presenza professionale capace di lavorare in rete e di accogliere e supportare il lavoro dei singoli colleghi; ed implica un contesto istituzionale che favorisce l’accoglienza, la progettazione e la realizzazione del piano educativo dell’alunno con disabilità attraverso la progettualità di un “pensiero inclusivo” inteso come valore dell’istituzione e come tratto distintivo dell’identità complessiva della scuola stessa. I principali indicatori di qualità dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità e, più in generale, di tutti coloro che hanno bisogno di aiuti particolari (studenti stranieri, studenti con DSA, studenti appartenenti a minoranze culturali ed alunni ADHD) possono essere ricondotti agli ambiti della coerenza dell’organizzazione educativa e didattica dell’istituzione; della gestione efficace della classe sul piano didattico e organizzativo; della documentazione adeguata di buone pratiche di lavoro; dei dinamismi relazionali tra i coetanei del gruppo classe; e della coesione e collaborazione tra gli adulti, insegnanti e genitori. L’educazione inclusiva si configura, pertanto come un processo continuo che mira ad offrire educazione di qualità per tutti rispettando diversità, differenti bisogni e abilità, caratteristiche e aspettative educative degli studenti e delle comunità, evitando ogni forma di discriminazione. La promozione della cultura inclusiva nell’ambito dell’istruzione, implica la leadership del dirigente scolastico che assume un valore strategico nella promozione di un sistema di coerenze tra quanto dichiarato nel Piano dell’Offerta Formativa (POF) e quanto realmente realizzato dai docenti e da tutto il personale della scuola. Il dirigente scolastico, oltre ad essere il garante della governance interna è uno dei principali attori della governance territoriale nei rapporti con gli enti locali, le ASL, le associazioni e le famiglie, in un’ottica di integrazione dei diversi sistemi educativi, socio-sanitari e formativi assistenziali coinvolti nel processo di formazione. La collaborazione tra i docenti curricolari e di sostegno, la capacità di creare un clima di fiducia nei confronti dei genitori e l’integrazione delle competenze professionali di ciascun insegnante sono fattori di eccezionale rilevanza nella promozione di una buona inclusione scolastica e relazionale. La classe, in tal senso, costituisce il principale contesto d’inclusione dove gli insegnanti devono incoraggiare le condizioni necessarie affinché si costituisca un’effettiva comunità di sostegno e di aiuto reciproco, mediante l’esplicazione di una didattica inclusiva orientata all’organizzazione dei processi di istruzione e di apprendimento, partendo dalle differenze di studenti e stili d’insegnamento, differenze che devono essere stimolate e valorizzate per favorire la partecipazione, la collaborazione ed il confronto interpersonale in seno al gruppo classe che diventa, in tal modo, gruppo di studio, di ricerca, di legami affettivi. L’educazione inclusiva all’interno del sistema scolastico non rappresenta, dunque, una questione marginale ma si colloca in una posizione di importante centralità educativa per il raggiungimento di una formazione flessibile che supporta il raggiungimento dell’equità sociale e la realizzazione di una cittadinanza attiva attraverso la focalizzazione dell’apprendimento e del saper agire, incoraggiando la valorizzazione delle differenze, favorendo la risposta ai diversi bisogni degli studenti e migliorando lo sviluppo delle competenze spendibili nella complessità del mondo realeL’anima della scuola, tenendo conto del cambiamento dei tempi non potrà mai fare a meno della sua missione che si configura nella trasmissione di regole e diritti, di esperienza e cultura, di cognizione del passato e orientamento al futuro, al fine di promuovere la consapevolezza per una formazione competente dello studente destinato a divenire cittadino attivo e responsabile, ed in relazione ad ogni tipologia di apprendimento, deve orientarsi verso la creazione di un ambiente formativo di apertura e disponibilità che favorisca il desiderio di nuove conoscenze, aiuti a rafforzare l’autostima e faciliti la relazione con gli altri in un’ottica interculturale e di confronto dove vengono valorizzate le differenze etniche e socio-culturali nel rispetto del bisogno di istruzione e formazione di ciascun studente.

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