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L’influenza dei social su studenti e giovani e l’obiettivo di divenire influencer

Dominano sui social con al seguito diverse migliaia di seguaci: sono gli influencer, opinionisti indiscussi del web quanto a stile di vita, moda e pensiero. Stimolano curiosità ed interesse perché permettono di entrare dentro la loro vita quotidiana e questo non può lasciare indifferente il popolo dei seguaci che, di conseguenza, si aggiorna costantemente seguendone le storie e condividendone i contenuti. A subirne il fascino sono soprattutto i giovani che sempre di più cercano di imitarne modi, usi e costumi. Per molti ragazzi oggi la massima aspirazione è quella di diventare influencer e “guadagnare in fretta”. Perché i personaggi social influenzano così tanto i seguaci? Ne abbiamo parlato con Marino D’Amore, sociologo, esperto della comunicazione e docente all’Università “Niccolò Cusano”.

Perché sono soprattutto i giovani a seguire gli influencer? Perché gli influencer incarnano il modello perfetto da emulare nella nostra società. Una società fluida e soggetta all’incertezza del cambiamento, in cui moda, relazioni, oggetti, beni hanno visto un ridimensionamento del loro ciclo di vita. Gli influencer raggiungono il massimo obiettivo nel più breve tempo possibile, puntando sull’appeal carismatico e sulla dialettica di chi si palesa come massimo esponente della cultura del “Nowism”: quella del tutto e subito.

Perché gli influencer esercitano un effetto calamita? Proprio grazie al fascino prima descritto che li elegge a punti di riferimento da imitare in quanto ritenuti opinion leader, in determinati ambiti, guru comunicativi capaci e autorevoli, anche se senza particolari competenze, se non quelle di sapere apparire e sapersi raccontare, catalizzando interesse, immedesimazione e senso di appartenenza, elementi che caratterizzano il tentativo di sentirsi parte di una realtà sempre al passo con i tempi all’avanguardia rispetto ai dettami dell’immaginario e del costume generazionale in questione.

Perché diventare oggi influencer è una tra le massime aspirazioni? Perché grazie alle nuove tecnologie e ai social network tutti abbiamo la possibilità di avere un pubblico verso cui elargire le nostre rappresentazioni, le nostre esibizioni, le parole e i contenuti che sulla base di questo modello ci fanno percepire la popolarità come un risultato immensamente più vicino e a portata di mano per tutti, secondo un approccio che concilia partecipazione democratica, spazialità e temporalità neutralizzate nonché celebrazione della parola; una parola che non veicola contenuti ma promuove e stimola correnti di pensiero e comportamenti di consumo.

Per alcuni giovani divenire influencer è l’unico obiettivo. Quanto può essere pericoloso indirizzarsi solo a questo obiettivo in un’età in cui la personalità deve ancora formarsi? Diventa pericoloso quando la mancanza di competenza socio-relazionale può ostacolare la comprensione e la metabolizzazione delle delusioni nel momento in cui non si raggiunge l’obiettivo sperato, la popolarità, generando frustrazione. Una frustrazione che nasce da una visione del mondo edulcorata e parziale in cui si pensa di eliminare, in tutti gli ambiti, qualunque forma di preparazione, considerata ormai inutile e obsoleta proprio perché aumenta la variabile temporale e richiede un sacrificio ritenuto, in molti casi, inconcepibile in una società così veloce nel suo percorso di mutamento.

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