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L’emergenza sicurezza a scuola e la proposta del ministro Valditara dei metal detector

Siamo di fronte ad una generazione che fa registrare un aumento dei comportamenti aggressivi sia prevedibili e non. Le aggressioni sono nelle forme più svariate: verbali, psicologiche, social, per arrivare poi anche a quelle fisiche.  Ma cosa sta succedendo?
sicurezza scuola

Tuona sempre più preponderante il tema della sicurezza a scuola. Dopo il caso dell’accoltellamento del 19enne Youssef Abanoub, di origini egiziane, a La Spezia, nell'istituto professionale ‘Domenico Chiodo’, si torna a parlare della tutela degli ambienti scolastici e ci si chiede quanto siano sicuri gli alunni. Youssef è stato ferito mortalmente, con un coltello portato da casa, da un suo compagno “perché - ha affermato l’aggressore - non doveva scambiare foto con la ragazza che frequento”. Si parla di tragedia che poteva essere evitata, si chiede maggiore attenzione da parte degli insegnanti e un maggior dialogo tra famiglie e scuola. Nel corso degli ultimi anni, grazie anche alla tecnologia digitale, sicuramente sono migliorate le relazioni scuola-famiglia. Ma a quanto pare non basta. Siamo di fronte ad una generazione che negli ultimi anni ha fatto registrare un notevole aumento dei comportamenti aggressivi sia prevedibili e non. Le aggressioni sono avvenute nelle forme più svariate: verbali, psicologiche, social, per arrivare poi anche a quelle fisiche. 


Ma cosa sta succedendo ai ragazzi di oggi? La causa che sta scatenando questa ondata di violenza non è di facile decifrazione, ciò che è certo però è che bisogna ripartire dall’educazione in famiglia, da una maggiore presenza genitoriale e da più momenti a scuola dedicati al confronto tra insegnanti e alunni. E perché no, necessita anche una maggiore conoscenza che va oltre l’aspetto della figura dell’alunno, magari con la presenza di figure di supporto psicologico in ogni istituto. Al di là di ogni supporto di carattere personale o comportamentale una misura che sta facendo aprire il dibattito tra docenti e non docenti, è la proposta del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. La sua idea è quella di introdurre, nelle scuole a maggior rischio, che lo richiederanno, dei metal detector. 


Nel nuovo decreto sicurezza verrà inserito l’uso di questo strumento di sicurezza nelle scuole. Ovviamente l’uso non sarà generalizzato, come dichiarato dallo stesso ministro, ma si estenderà “soltanto laddove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica, attraverso il preside”. Per la sua messa in pratica sarà necessaria una circolare da approvare, come già accaduto in alcune scuole frontiera che lo hanno sperimentato. L’obiettivo sarà dunque quello di impedire l’ingresso a scuola di ogni strumento capace di cagionare danni alla sicurezza altrui. C’è chi parla di mezzo di contrasto alla violenza irrealizzabile, c’è chi dice che si tratta di uno strumento di precauzione non sufficiente. Chi invece lo ritiene opportuno, unito però ad un’attività di sensibilizzazione degli alunni verso il rispetto del prossimo. Quale ne sarà l’esito, di certo la scuola deve ritornare ad essere un ambiente sicuro. Un ambiente in cui alunni, docenti e famiglie devono sentirsi al sicuro.


Giuseppe Valditara e la sua idea è quella di introdurre, nelle scuole a rischio che lo chiederanno, questo strumento di controllo. L’uso non sarà generalizzato ma soltanto dove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica, attraverso il preside.

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