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LA CRISI DELLA SCUOLA

Il tempo che stiamo vivendo è molto difficile. In tutti i settori c’è confusione e incertezza e anche la scuola ne è coinvolta. Forse è quella che soffre di più, perché giornalmente si sentono annunci, idee nuove che mettono in difficoltà docenti e famiglie. Noi insegnanti ci troviamo ad affrontare un modo di fare lezione completamente nuovo e le famiglie sono disorientate da situazioni e vissuti a cui non erano abituati. Un esempio è la didattica a distanza che avviene anche durante l’ora di pranzo, i ragazzi che chiedono aiuto ai genitori per i compiti scritti o interrogazioni. Succede che qualche genitore ascolta la lezione e sente qualche commento del prof e ne parla nel gruppo whatsapp con gli altri componenti della classe creando spesso dei cortocircuiti infiniti.

In tutto questo groviglio di situazioni capita che ci dimentichiamo degli attori principali: ascoltiamo i bisogni dei bambini e dei ragazzi? È possibile smettere questa babele per cercare insieme, docenti e famiglie, di rispondere alle necessità dei nostri ragazzi? Credo tutto ciò sia possibile se ci mettiamo tutti in discussione capendo che non possiamo continuare come se le cose non fossero cambiate. Nei momenti difficili l’unione fa la forza, il cercare di venirsi incontro aiuta. I ragazzi sono più spaesati di noi e hanno bisogno di essere capiti e ascoltati. Mi è capitato di discutere con un collega che mi diceva della poca voglia di un alunno, quando gli ho spiegato la situazione che stava vivendo all’inizio non mi ha creduto, dopo ha dovuto cedere di fronte alle spiegazioni della mamma.

Come non possiamo continuare con i programmi presentati negli anni precedenti. Occorre rimodularli e fermarsi se necessario. Solo così potremo andare incontro ai reali bisogni dei nostri ragazzi evitando anche lo scontro con le famiglie che rischia di creare quel muro contro muro nocivo soprattutto agli alunni. Ora più che mai hanno bisogno di figure di riferimento e di imparare che nei momenti difficili il dialogo è l’unica soluzione a questa perenne crisi della scuola.

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