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La scuola negata

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

Così recita l’articolo 34 della nostra costituzione e così dovrebbe avvenire in tutti i luoghi del mondo dove ci siano bambini e ragazzi desiderosi di imparare e di crescere. Purtroppo, però, a tanti bambini è negato il diritto allo studio, il diritto all’istruzione, che si accompagna a quello della difese della vita, del rispetto reciproco, è un dovere sacro che viene spesso violato. Secondo i dati pubblicati recentemente dall’Unesco sono 250 milioni i bambini a cui la scuola viene negata. L’Africa e l’Asia sono le zone più colpite, poi ci sono i luoghi di guerra e la dispersione scolastica, piaga presente in tanti paesi europei e che colpisce soprattutto le famiglie povere.

I luoghi maggiormente colpiti da questa che potremo definire una vera calamità, sono le nazioni con le dittature e i luoghi di guerra. Pensate che con il nuovo anno scolastico in Ucraina potranno aprire solo le scuole che nella loro vicinanze hanno la presenza di un bunker (quindi davvero poche), questo anche a Kiev e al nord ovest dove non avvengono bombardamenti, senza dimenticare che un terzo delle loro scuole sono state distrutte. Pensiamo all’Afganistan, all’India, a tanti paesi dell’Africa dove le lezioni si tengono normalmente all’aperto, spesso con insegnanti improvvisati e con pochissimo materiale scolastico. L’assenza dei banchi e delle comodità viene sopperita dall’entusiasmo dei bambini che tentano di apprendere e di restare concentrati nonostante le distrazioni esterne.

Tutto questo dovrebbe far riflettere noi e i nostri alunni e darci la spinta per iniziare il nuovo anno scolastico con entusiasmo e desiderosi di crescere insieme per fare della scuola quella comunità educativa a cui tutti aspiriamo. Buon cammino!

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