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#LaScuolaNonSiFerma

Anche al tempo del Coronavirus, #LaScuolaNonSiFerma. È questo l’hashtag diffuso dai canali social del Ministero dell’Istruzione per raccogliere le storie di solidarietà e resilienza e tutte le buone pratiche messe in atto dalla comunità educante per non perdere il contatto con gli studenti, e in particolare per ciò che riguarda la didattica a distanza.

Anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha avuto parole di elogio per l’intera comunità scolastica nazionale, evidenziando gli sforzi che immediatamente sono stati messi in campo per riorganizzare radicalmente la didattica a seguito dell’epidemia da Covir-19.

Lunedì 16 marzo sono state varate ulteriori misure per il lavoro agile che consentiranno ad esempio ai dirigenti scolastici di organizzare le attività da remoto e lasciare le scuole aperte solo per le attività “indifferibili”.

Tra le misure previste dal nuovo decreto legge del 17 marzo 2020 (entrato in vigore il 18/3/2020) anche lo stanziamento di 85 milioni per supportare la didattica a distanza e 43,5 milioni per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici. Gli 85 milioni deliberati serviranno ad agevolare il lavoro delle Istituzioni scolastiche che si stanno dotando di piattaforme e di strumenti digitali per l’apprendimento a distanza o che stanno potenziando gli strumenti che avevano già a loro disposizione.

Tali risorse serviranno anche per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti dispositivi digitali per l’utilizzo delle piattaforme per la didattica a distanza e per la connessione alla Rete. Una parte degli stanziamenti sarà destinata, poi, alla formazione del personale scolastico sul fronte della didattica a distanza.

E’ necessario che il Ministero dell’istruzione, coinvolga le Organizzazioni sindacali rappresentative per reggere efficacemente questa situazione di straordinaria emergenza, evitando di fare interventi approssimativi e inapplicabili. Occorre, quindi, che il Ministero dell’istruzione definisca assieme alle organizzazioni sindacali le modalità di organizzazione di lavoro del personale della scuola, tenendo presente che l’attività didattica a distanza non può essere una semplice riproposizione dell’attività ordinaria svolta in presenza.

A seguito delle ultime disposizioni connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, anche lo Snadir – per assicurare il servizio ai propri iscritti – ha attivato misure per agevolare il lavoro a distanza del personale addetto ai suoi uffici amministrativi nazionali, così come le segreterie provinciali continueranno a essere raggiungibili tramite telefono, e-mail e applicazioni informatiche per tutte le necessità che si presenteranno.

Tramite procedura telematica, stabilita nel 2019, si è operato anche il rinnovo degli organi statutari provinciali Snadir, misura alla base del nostro progetto sindacale e della sua visione condivisa e partecipata, nonché occasione per gli iscritti di partecipare attivamente alla vita del sindacato determinandone le linee guida per i prossimi anni. Nel sito www.snadir.it al seguente link https://www.snadir.it/archivio-nazionale/archivio?sez=1061 troverete gli eletti nelle nuove segreterie provinciali Snadir.

Siamo consapevoli delle difficoltà che stanno emergendo e che ci troveremo ad affrontare anche nei prossimi giorni, ma mai come ora c’è bisogno di agire con responsabilità e di essere pronti ad accogliere un modello rinnovato e fattibile di organizzazione delle nostre vite e del nostro lavoro. Ridurre gli spostamenti delle persone è, al momento, l’unico modo di contrastare la diffusione del contagio. Ma #LaScuolaNonSiFerma e anzi, continuerà a garantire – nel rispetto di un’organizzazione del lavoro sostenibile – lo svolgimento della sua funzione costituzionale sui fronti di innovazione che si stanno aprendo e che con buona fiducia saranno l’unica eredità lasciata da questo periodo buio, insieme a questo nuovo sentimento collettivo che suggerisce l’importanza di fare e di essere comunità: una comunità splendente che si fa carico di una coraggiosa responsabilità, quella di essere vicini (seppure non fisicamente) e di mettere in atto gesti di solidarietà e resilienza che ci fanno dire ora e sempre “Andrà tutto bene”.

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