Il futuro dell’Irc si scrive adesso
- Orazio Ruscica

- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min

Care colleghe, cari colleghi,
ogni inizio d’anno porta con sé una domanda decisiva: dove stiamo andando? Per i docenti di religione cattolica questa non è più una domanda astratta, ma una sfida concreta. Oggi abbiamo finalmente gli strumenti, la forza e la legittimazione per dire che il futuro non si aspetta: si costruisce. E noi siamo pronti a farlo.
La sentenza n. 30779/2025 della Corte di Cassazione, a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea e delle altre 54 sentenze di Cassazione, ha scritto una parola definitiva su una ferita aperta da troppo tempo: la precarietà non è una fatalità, non è una “condizione di servizio”, non è il prezzo da pagare per una scelta vocazionale. È un abuso. E come tale va fermato. Dopo anni di silenzio e rinvii, la più alta autorità giudiziaria del Paese ha riconosciuto ciò che Snadir afferma da sempre: superare i 36 mesi di contratti a termine su posti stabili produce un danno vero, che nessun concorso o procedura straordinaria può cancellare.
Questa verità giuridica diventa oggi energia morale. Perché non riguarda una singola causa, ma migliaia di storie professionali fatte di continuità didattica garantita senza continuità contrattuale, di progettazione educativa costruita anno dopo anno senza certezze, di dedizione ricambiata con precarietà. La Cassazione ci dice che avevamo ragione. E quando la storia dà ragione, la giustizia dà ragione, non ci si ferma: si accelera.
In questo stesso orizzonte si colloca il Decreto Milleproroghe e il suo iter parlamentare. La proroga delle assunzioni fino al 2026/2027 è un segnale importante: il percorso avviato dal 1° settembre 2025 non si interrompe. Ma ora serve coraggio politico. Serve rendere pienamente utilizzabili tutti i posti vacanti e disponibili, perché i numeri parlano chiaro: l’organico IRC è stabile, strutturale, consolidato. Non stiamo chiedendo nuovi oneri, ma coerenza, programmazione, visione.
Il futuro della nostra categoria passa da scelte chiare: copertura di tutti i posti disponibili, aumento dei posti di ruolo, titolarità di sede, mobilità professionale. Non sono slogan, sono pilastri di una scuola più giusta e più forte. Stabilizzare i docenti di religione significa investire nella qualità dell’educazione, nella continuità delle comunità scolastiche, nella dignità del lavoro.
In questo cammino, lo Snadir si conferma una comunità consapevole e responsabile, capace di orientare, proporre e costruire futuro. Una voce ferma, che non si rassegna all’ingiustizia e che lavora ogni giorno per trasformare le pronunce della magistratura in diritti pienamente esigibili e le norme in strumenti concreti di stabilità. La petizione “Stabilizzazione, titolarità, mobilità: dignità ai Docenti di Religione” da noi lanciata è parte integrante di questa strategia collettiva: vi invitiamo ancora una volta, tutte e tutti, a firmarla e a diffonderla, perché ogni firma rafforza la nostra voce e ci avvicina, insieme, alla piena dignità professionale.
Questo nuovo anno ci chiede unità, determinazione e coraggio. Non chiediamo privilegi, chiediamo giustizia. Non domandiamo favori, pretendiamo diritti. E oggi, finalmente, sappiamo che non siamo soli: la legge, i numeri e la storia sono dalla nostra parte. Andiamo avanti insieme. Con passione, con competenza, con la consapevolezza che il futuro dell’IRC si scrive adesso.
Firma subito la petizione




