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Mauro – Milano

è l’ora in cui riflettere sull’uomo, sui valori e confrontarsi senza avere paura del pensiero altrui… Mauro di Milano, insegnante di Religione da 6 anni.

Caro ministro, Sono Mauro e sono un insegnante di religione cattolica. Sono originario delle Marche e mi sono trasferito in Lombardia per insegnare a settembre del 2015. Avendo conseguito il titolo necessario per insegnare religione mi proposi alla Diocesi di Ascoli Piceno, dove vivevo, chiedendo di poter insegnare lì, ma il territorio e l’esiguità dell’utenza non mi consentivano di avere una cattedra completa per poter sostenere la mia famiglia. Nel frattempo lavoravo con contratto a tempo indeterminato, in altra tipologia di lavoro. Ma volevo insegnare ai giovani e per curiosità scrissi al responsabile della Diocesi di Milano, molto più grande di quella di Ascoli Piceno. Mi rispose subito dicendomi che c’era necessità di insegnanti e che mi avrebbe conosciuto volentieri per valutare la mia candidatura. Appoggiato da mia moglie decisi di lasciare il lavoro a tempo indeterminato per avventurarmi in Lombardia: avrei aperto la strada e successivamente tutto il resto della famiglia, moglie e 4 figli dagli 11 ai 5 anni, mi avrebbe raggiunto, presumibilmente l’anno successivo, nel frattempo avrei viaggiato nel fine settimana tra Lombardia e Marche. Non avevo ben chiara la tipologia di contratto che mi aspettava e che per passare da tempo determinato a indeterminato occorreva il concorso. Iscrivendomi al sindacato Snadir, ho capito il percorso obbligato del concorso e che l’unico concorso per gli insegnanti di religione c’era stato nel 2004, dopodiché lo Stato Italiano non ne aveva più indetti, lasciando nell’impossibilità di passare da tempo determinato a indeterminato le migliaia di insegnanti di religione di tutta Italia. Proprio in questi giorni ho potuto toccare con mano la necessità di avere il tempo indeterminato anche solo per poter chiedere un prestito. Avevo già ottenuto due prestiti quando avevo il tempo indeterminato ma con il trasferimento a Milano di tutta la famiglia le spese sono aumentate. Mia moglie ha trovato un lavoro part-time. Crescendo i figli crescevano le spese e avrei voluto rifinanziare i due prestiti per “respirare” un po’ ma ho scoperto che le banche e le finanziarie non concedono prestiti di cifre importanti, come per esempio 30.000, senza un garante a chi ha il contratto a tempo determinato: proprio la mia situazione. Per curiosità ho provato anche il percorso della Cessione del Quinto: avevamo la finanziaria che metteva i soldi, avevamo l’assicurazione, ma la Ragioneria Territoriale dello Stato ha detto no perché non ho il contratto a Tempo Indeterminato. Non vi nascondo che le difficoltà economiche causate anche dalla impossibilità ad avere il tempo indeterminato, ha messo a dura prova la coppia. La delusione sta nel vedere i colleghi che insegnano con me a scuola che hanno potuto beneficiare del concorso straordinario, mentre io che insegno una materia uguale alle altre discipline non posso. Per non parlare del “bonus docente” di 500 euro l’anno che mi farebbe proprio comodo a cui non ho diritto. A proposito, con la dad o ddi ho dovuto ricomprare il portatile, costato 540 euro, attingendo ovviamente dal mio già abbastanza vuoto portafoglio. È facile il riferimento alle “persecuzioni” che da sempre subiscono i cristiani ma qui non si tratta di predicare o convincere le alunne e gli alunni a diventare cristiani: è lo “spazio” che i ragazzi hanno per conoscere la nostra storia, la cultura religiosa cristiana e non cristiana, è l’ora in cui riflettere sull’uomo, sui valori e confrontarsi senza avere paura del pensiero altrui, cosa che volendo eliminare l’ora di religione verrebbe meno nella scuola italiana. Spero che noi docenti di religione cattolica con almeno 36 mesi di insegnamento possiamo fare quanto prima il concorso straordinario, come hanno fatto i miei colleghi.

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