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Per una scuola attenta alla crescita dei giovani

Francesco , il papa per le future generazioni

Sulla stampa nazionale e internazionale papa Francesco viene spesso ricordato e citato per le sue posizioni a favore dei poveri, a sostegno dei diritti umani e contro l’attuale sistema economico che devasta tanto i singoli quanto le comunità. Bergoglio considera i poveri come il soggetto privilegiato per operare un rinnovamento politico, economico e sociale a partire da un approccio umano e sostenibile per la terra. Ma, oltre all’attenzione verso gli ultimi, il vescovo di Roma ritiene ugualmente fondamentali – per il rinnovamento della Chiesa e della società – i giovani. Infatti, nei discorsi alle Giornate Mondiali della Gioventù, al sinodo sui giovani e negli incontri di preghiera e dialogo con il mondo giovanile, Francesco ha invitato le nuove generazioni a divenire il motore del cambiamento della storia verso una società più giusta in grado di tutelare sia ogni uomo sia l’ambiente inteso come la casa comune dell’umanità.

Il punto di partenza di Francesco – come ha sostenuto alla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro del 2013 – è la fede che può rappresentare per i giovani la bussola dell’esistenza la quale anziché contorcersi in uno sterile individualismo è chiamata ad aprirsi, tramite la speranza e la carità, agli altri. Si tratta di un vero e proprio stile di vita “rivoluzionario” che Bergoglio propone alle nuove generazioni affinché possano divenire realmente libere nei confronti delle cose del mondo e capaci di conversione concreta a favore dei poveri e della salvaguardia della terra. Difatti alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, il papa ha affermato che la risposta cristiana alle ingiustizie e alle devastazioni presenti nel mondo risiede nella capacità di generare comunione, fratellanza e processi destinati all’unione della famiglia umana. Ciò, per Bergoglio, significa possedere un grande sogno che – specie per il mondo giovanile – si configura con la possibilità di aprire gli orizzonti, uscire dalle comodità, avviarsi verso la strada della responsabilità per sé e gli altri. Alla luce di ciò, nel 2018 ai giovani siciliani, Francesco ha ricordato che è urgente scoprirsi come membra di un popolo in cammino che nella cultura della solidarietà e della speranza radica la sua azione nelle città del nostro tempo.

Inoltre a parere del papa, dato che l’annuncio del Vangelo è rivolto a tutti gli uomini, la missione dei giovani non può rinchiudersi nei piccoli gruppi o nelle realtà autoreferenziali bensì è invitata ad aprirsi verso una concezione integrale della testimonianza cristiana che prevede anche la promozione umana. Questa è una delle principali declinazioni della “Chiesa in uscita” la quale è invitata a preoccuparsi delle ferite dell’umanità odierna anche se corre il rischio di apparire imperfetta e precaria al pari di un “ospedale da campo”. Così la missione delle nuove generazioni è quella – come Francesco ha affermato nel suo discorso all’inizio del sinodo sui giovani – di «risuscitare un’alba di speranza» e di «creare un immaginario positivo che illumini le menti» e «ispiri a tutti i giovani la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo». Dalle parole e dall’approccio di Francesco ai giovani intuiamo che la sua volontà è quella di spingerli a divenire tanto costruttori della Chiesa quanto protagonisti della società. Bergoglio desidera nuove generazioni capaci di superare l’apatia e di impegnarsi – a partire dall’ispirazione cristiana – nelle attuali inquietudini sociali e politiche. Insomma, come Francesco ha più volte ricordato, giovani protagonisti del cambiamento destinati a fare la storia e non a «guardarla dal balcone». Con il suo insegnamento e attraverso le sue scelte pastorali, il papa invita i giovani ad accogliere la dinamicità della vita per disegnare il futuro con le proprie mani. Un futuro che non può permettersi giovani distanti dalla realtà e disinteressati alle sfide della contemporaneità ma che si augura nuove generazioni destinate a fecondare un’umanità non costruita sull’odio ma sulla fraternità. In questa sfida, Francesco – più che come il pontefice appartenente al mondo giovanile – sembra mostrarsi come il papa per le future generazioni.

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