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L’evoluzione morale da Piaget a Erikson: aspetti di analisi psicologica

Lo sviluppo della moralità (evoluzione morale) comprende il giudizio e il comportamento etico, un ambito riconducibile sia ai processi di socializzazione che ai problemi inerenti le dimensioni più interne del funzionamento della persona.
evoluzione morale

I primi studi sistematici in questo campo risalgono a Jean Piaget per il quale la logica morale consiste in un sistema di regole e l’essenza dell’eticità va ricercata nel rispetto che l’individuo nutre per queste norme, pertanto il ragionamento etico esplicito del bambino si rappresenta nella presa di coscienza dell’attività morale che caratterizza il processo evolutivo.


Gli inizi del gioco sociale sono contraddistinti da un lungo periodo di egocentrismo, solo verso i sette anni appare la prima forma di realismo morale collegata con una prospettiva individualista del mondo e con il predominare di un modo di pensare “realistico”. A partire dai dieci anni, all’eteronomia succede la fase della moralità autonoma: la regola diviene il risultato di una libera decisione, l’intenzione e il contesto assumono un ruolo importante nella valutazione dell’atto, i principi non sono più considerati immutabili ma fondati e mantenuti dal consenso reciproco e il fanciullo prende coscienza della ragion d’essere delle leggi, di conseguenza le nozioni razionali del giusto e dell’ingiusto divengono regolatrici del costume ed il passaggio dall’obbedienza alla cooperazione segna un progresso che permette il prevalere della morale delle intenzioni su quella della responsabilità oggettiva.


La psicanalisi identifica l’origine della moralità nella repressione degli impulsi antisociali, di conseguenza l’esperienza che ne segue deriva dall’interiezione delle norme culturali, quindi l’individuo tende trascurare i propri interessi adeguandosi a quelli sociali.


L’ingresso nello stadio dell’acquisizione dello spirito di iniziativa e superamento del senso di colpa, caratterizzante l’età che va dai quattro ai cinque anni, costituisce per Erik Erikson, il primo vero impatto del bambino con un senso di responsabilità morale nei confronti dell’ambiente, in tal senso la moralità si sviluppa sia dall’imitazione autonoma di modelli comportamentali approvati dal proprio ambiente, sia dal passivo adeguamento alle norme sociali, attraverso un gioco di premi a condotte positive e punizioni a quelle negative.


Ai fini di una efficace educazione morale è, dunque, importante che il modello imitato, oltre a resistere alla tentazione di compiere un atto riprovevole, spieghi i motivi che lo spingono ad agire in un modo piuttosto che in un altro, associando così l’azione alla verbalizzazione.

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