Le regalie nella scuola. Disciplina e obblighi di comportamento del personale scolastico
- Claudio Guidobaldi

- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
La tematica delle cosiddette ‘minute regalità’ in ambito scolastico è spesso fonte di dubbi soprattutto in occasione di festività come quelle appena concluse, di anno o ricorrenze particolari quando studenti e famiglie manifestano il desiderio di ringraziare i docenti con un dono.

Regalie nella scuola, che dire? Il quadro normativo ha come riferimento principale l’articolo 4, comma 2, del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. 62/2013), recepito anche dal Codice di comportamento del personale scolastico del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La norma stabilisce che i dipendenti pubblici non possono accettare, per sé o per altri, doni o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore, compatibili con le normali relazioni di cortesia. Ciò significa che, in linea di principio, al docente non è consentito ricevere regalie che abbiano un valore economico significativo, né tanto meno omaggi che possano essere interpretati come tentativi di influenzare l’attività didattica o valutativa.
Sulle regalie di modico valore, d’uso comune e ricevute occasionalmente, la giurisprudenza di legittimità ha fornito un'interpretazione rigorosa dei parametri che devono caratterizzare le regalie ammissibili, chiarendo che la mera soglia economica di 150 euro non costituisce una generale clausola di irrilevanza penale (Cassazione penale, sez. VI, sentenza n. 17856 del 4 maggio 2022). La Suprema Corte ha inoltre chiarito che i donativi ammissibili devono essere non solo di modico valore, ma anche d'uso comune. Pertanto, per modico valore e d’uso comune si intendono doni di entità trascurabile (ad esempio: un libro, un piccolo oggetto simbolico, un pensiero floreale o una confezione di dolci). Diversamente, sono da considerarsi non conformi i regali costosi o le raccolte di denaro finalizzate all’acquisto di beni di valore e d’uso. Infine, i giudici di legittimità hanno affermato che queste regalie debbono essere effettuate occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia (Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1594 del 17 gennaio 2022) che nel contesto scolastico, questo principio assume particolare importanza in occasione di festività, conclusioni dell'anno scolastico o ricorrenze particolari. Ma ci sono profili di responsabilità? L’accettazione di regali non rientranti nella categoria del modico valore può esporre il docente a conseguenze di diversa natura:
disciplinare, per violazione dei doveri di correttezza, imparzialità e integrità;
penale, nei casi più gravi, quando l’omaggio può configurare un’ipotesi di corruzione impropria (art. 318 c.p.);
etico-professionale, poiché viene meno il principio di equidistanza e imparzialità che deve caratterizzare il rapporto docente-studente.
E c’è una corretta condotta da seguire. Accettare un piccolo pensiero simbolico può rientrare nella normale relazione di cortesia e riconoscimento del ruolo educativo del docente; tuttavia, superare la soglia del modico valore e d’uso comune oppure diventare una prassi frequente e sistematica significa mettere a rischio la propria integrità professionale e l’immagine stessa della scuola come Pubblica Amministrazione. Dunque, il docente può accettare soltanto regali di modico valore e in linea con la prassi sociale, ma deve rifiutare con cortesia regali che eccedano tale soglia. E qualora non sia possibile rifiutare, l’omaggio va dichiarato e consegnato all’istituzione scolastica, che ne disporrà secondo criteri di trasparenza.
C’è una corretta condotta perché accettare un piccolo pensiero simbolico può rientrare nella normale relazione di cortesia e riconoscimento del ruolo educativo del docente ma superarne la soglia oppure diventare una prassi frequente e sistematica significa mettere a rischio la propria integrità professionale e l’immagine stessa della scuola.



