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Manzoni fuori dalle scuole? Il ‘processo’ ai Promessi Sposi tra provocazione e realtà

Il mondo della scuola di nuovo ‘scosso’ da una proposta radicale e divisiva: eliminare Alessandro Manzoni dal programma obbligatorio delle superiori. Per alcuni è un atto di modernizzazione necessaria; per altri un vero e proprio suicidio culturale.

Promessi Sposi

Periodicamente, il mondo della scuola e del dibattito culturale italiano viene scosso da una proposta tanto radicale quanto divisiva: eliminare Alessandro Manzoni dal programma obbligatorio delle scuole superiori. Ciò che per alcuni è un atto di modernizzazione necessaria, per altri rappresenta un vero e proprio ‘suicidio culturale’. I detrattori della lettura obbligatoria de I Promessi Sposi portano avanti argomentazioni legate, principalmente, alla distanza generazionale e al rischio di ‘rigetto’ letterario:

  • L’anacronismo linguistico, ovvero la lingua di Manzoni, pur essendo la base dell'italiano moderno, viene percepita dagli studenti come distante e arcaica, ostacolando il piacere della lettura

  • La scure dell'obbligo cioè leggere un tomo di centinaia di pagine per imposizione scolastica finirebbe per trasformare un capolavoro in un nemico, allontanando i giovani dalla narrativa

  • Necessità di spazio ovvero il programma di letteratura è vasto: eliminare Manzoni permetterebbe di dedicare più tempo ad autori del Novecento o contemporanei, sentiti come più vicini alla sensibilità odierna


Dall'altra parte della barricata, storici della letteratura e docenti difendono il romanzo come colonna portante della nostra identità nazionale:

  • Il laboratorio dell'Italiano visto che Manzoni non ha solo scritto un romanzo ma ha "sciacquato i panni in Arno", creando una lingua comune per un'Italia che era ancora un mosaico di dialetti

  • Attualità dei temi perché sotto la patina dell'Ottocento, il romanzo affronta temi modernissimi come la dinamica tra oppressi e oppressori, la gestione del potere, la psicologia delle folle durante un'epidemia (la peste del 1630, incredibilmente attuale nel post-covid) e la corruzione

  • Lo studio della Storia perché I Promessi Sposi restano l'esempio perfetto di romanzo storico, capace di insegnare agli studenti come la ‘grande Storia’ influenzi le vite dei piccoli individui


Perché allora non trovare una soluzione intermedia? La vera sfida, secondo molti esperti, non è se insegnare Manzoni, ma come farlo. L'idea di un'eliminazione totale appare estrema, ma è innegabile la necessità di un restyling didattico. "Non serve cancellare Manzoni, serve smettere di leggerlo come se fosse un libro di preghiere, riscoprendone l'ironia, la satira e la profonda umanità" suggeriscono alcuni innovatori della didattica. Togliere Manzoni dalle scuole significherebbe recidere il legame con la radice stessa della nostra lingua. Tuttavia, la provocazione serve a ricordare che la letteratura non deve essere un museo polveroso, ma un organismo vivo. Forse, più che eliminare don Abbondio e l'Innominato, bisognerebbe trovare nuovi modi per raccontarli, affinché non rimangano solo ‘foglie’ ingiallite nei programmi scolastici.


Togliere Manzoni dalle scuole significa recidere il legame con la radice della nostra lingua. Tuttavia la provocazione serve a ricordare che la letteratura non deve essere un museo polveroso ma un organismo vivo.


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