Ripensare il rapporto scuola-famiglia per una educazione in grado di prevenire violenze e bullismo
- Domenico Pisana

- 14 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Rubrica: RIFLESSIONI OLTRE LA SOGLIA

Si rimane senza parole di fronte alle notizie di cronaca che evidenziano il proliferare di casi di violenza nella scuola italiana. Ultimo caso, quello del ragazzo della provincia di Bergamo che ha accoltellato la sua professoressa di francese. Mentre si discute dei motivi del grave gesto, non si sente parlare, invece, del vuoto educato della famiglia di oggi che sembra essere assente e che sta alla base del fenomeno La famiglia di oggi è, rispetto a quella del passato, notevolmente cambiata e trasformata. In questo processo di cambiamento, molti valori sono stati messi in discussione. Siamo passati dalla famiglia ove sussisteva una sorta di rapporto di tipo padronale, tant’è che quando un figlio si trovava al cospetto del padre doveva tenersi ad una rispettosa distanza ed in forma composta e attenta, alla famiglia ‘companionship’ ove il rapporto è diventato cameratesco, di complicità e di difesa, a tutti i costi, del figlio.
Oggi, in pratica, il ruolo dei genitori ha assunto connotazioni più elastiche e libertarie, nel senso che i rapporti tra genitori e figli si muovono in un contesto amicale e non di diversità di ruoli; la famiglia, così, demanda alla scuola compiti che spettano ad essa, e svolge il suo compito solo in termini di accondiscendenza che tende a soddisfare ed ad evitare il sacrificio. Ecco, allora, che quando i docenti a scuola si trovano studenti che respirano questa dinamica familiare, assumono un ruolo di sfida e di domanda, che, se non soddisfatta, li porta ad una mancanza di rispetto del docente e a muoversi con spinte autonomistiche, fino a spingersi a gesti di bullismo e di violenza. Siamo passati dall’epoca dell’autoritarismo a quella del permissivismo, del protezionismo e, in certi di casi, di disinteresse, e così i ruoli sono divenuti permutabili, interscambiabili, ingenerando una sorta di comportamento che ha trasformato le famiglie in ‘case-albergo’ dove la funzione genitoriale è diventata marginale rispetto alle scelte, agli indirizzi e ai bisogni dei figli da soddisfare, e disconfermante rispetto alla scuola e al lavoro dei docenti, che sono diventati di ostacolo rispetto a tutto quello che un ragazzo desidera fare.
Bisogna che le famiglie si interroghino sul loro ruolo e si riapproprino della loro funzione educativa, senza cedere a facili moralismi né a tacite compiacenze; occorre altresì che la scuola recuperi, in senso sostanziale e non in modo conflittuale, il dialogo con la famiglia, oggi spesso del tutto assente magari facendosi accompagnare da esperti nel campo. Solo così è possibile evitare che si accresca il fenomeno della violenza. Significativo appare, in questa perdita del ruolo della famiglia contemporanea, un testo biblico in ordine alla funzione educativa dei genitori: “...se un padre vizia suo figlio, dovrà portarne le conseguenze e a ogni suo grido sarà sconvolto… Un figlio lasciato a se stesso diventa intrattabile, proprio come un cavallo che non è domato. Se vizi tuo figlio avrai molte sorprese, e se scherzi con lui più tardi dovrai piangere. Educa tuo figlio e cura la sua formazione, per non dover piangere se rovina il tuo buon nome” (Siracide 30, 1-13).
Due i messaggi che scaturiscono da questo passo biblico: 1) il protezionismo, le eccessive coccole, il dare tutto e subito, il dire da parte dei genitori “non voglio che mio figlio faccia i sacrifici che ho fatto io”, possono determinare la caduta nel vizio e creare disagi; 2) Occorre evitare di essere genitori ‘assenti’; non è tanto il ‘quanto’ ma il ‘come’ si sta con i propri figli.
“Un figlio lasciato a se stesso - dice la Bibbia - diventa intrattabile, proprio come un cavallo che non è domato”. Bisogna che le famiglie si interroghino sul loro ruolo e si riapproprino della funzione educativa senza cedere a moralismi né a tacite compiacenze. La scuola recuperi, in senso sostanziale e non in modo conflittuale, il dialogo con la famiglia, oggi assente.
Parola chiave principale: rapporto scuola-famiglia



